*Atelier

Marchio creato nel 2006 da Yeung, giovane stilista di Hong Kong, che già si era distinto come uno dei talenti più promettenti della giovane generazione di designer dell’Estremo Oriente. Lo stile fusion è il suo tratto distintivo e le sue creazioni sono caratterizzate dalla straordinaria capacità di mixare elementi, tessuti e fantasie provenienti dalle culture più diverse che generano abiti decisamente nuovi e molto interessanti.

2Link

Insegna di negozi-boutique che fanno tendenza. Dietro c’è la regia estetica-commerciale di Alberto Bellotti. Nel 1998, nasce il primo punto vendita a Cantù (Co) con un’offerta composta da un mix tra casa/design (all’80 per cento) e moda. Due anni dopo, è la volta del primo negozio in franchising a Siena e del negozio di largo La Foppa che marca un deciso spostamento del mix di prodotto verso il settore moda. Nel 2001, 2Link apre a Como in via Olginati e la regia di Bellotti abbandona quasi totalmente il design per dedicarsi alla ricerca di nuovi stilisti e tendenze moda nel segmento medio-alto e alto. Nel 2003, altra apertura milanese in via Solferino 46. Insomma, una forte crescita in un periodo di “disinteresse sempre più forte da parte del consumatore finale nei confronti di alcuni beni/prodotti, questo specialmente nel comparto moda”, dice Bellotti. “Il prêt-à-porter nato per divulgare la moda a un segmento più ampio di pubblico ha velocemente raggiunto prezzi “inadeguati” e si è completamente dimenticato delle reali esigenze del consumatore finale. I produttori e i commercianti non sono mai arrivati a “conoscersi” realmente e a creare sinergie forti da utilizzare in periodi di “magra”. Nel rapido disinteresse per la moda-moda, ha giocato parecchio anche il fenomeno sociale del “vintage”, del “taglio al vivo”, del “finto povero” che sempre più frequentemente “vieta” di presentarsi a una cena, a una festa “vestiti di nuovo”. Reggeranno pochi marchi “forti”, con un marketing e una rete commerciale adeguata, e avranno più spazio piccoli marchi con un corretto rapporto qualità prezzo.” I negozi 2Link sono progettati dall’architetto Pillet.

31 Février

Marchio di borse, creato nel 1987 da Hélène Népomiatzi e Marc Gourmelen. Si è distinto per l’originalità e l’ironia delle creazioni. Più che veri e propri oggetti d’uso, si tratta di accessori sorpresa. I due stilisti hanno debuttato disegnando per Lagerfeld e hanno continuato poi sulla scia dell’imprevedibilità. Hanno anche una seconda linea battezzata Jour Férié e uno show room a Parigi in rue du Faubourg Saint-Honoré. &quad;Successivamente, Hélène Népomiatzi abbandona l’avventura 31 Février per fondare un nuovo marchio, 69-96, in collaborazione con Claire Savary, con la quale aveva collaborato presso Céline e Nina Ricci accessori. Anche qui, l’ispirazione è provocatoria e mixa lusso e stile di strada, trovando spazi di vendita nelle boutique Maria Luisa a Parigi e Tracey Ross a Los Angeles. Marc Gourmelen, altra anima del marchio 31, diventa invece direttore creativo del marchio di pelletteria italiana Bric’s nel 2007.

7 For All Mankind

Con un successo immediato, questo brand nato a Los Angeles nel 2000 ha guadagnato presto giudizi positivi della critica e grande seguito grazie all’innovativo utilizzo dei tessuti e delle forme attraverso il denim. Negli ultimi sette anni 7 For All Mankind è diventato un classico moderno, ma anche un leader per la nuova moda che riguarda i lavaggi e il design. Il brand, rinominato “Sevens” da fashion editor e stylist, è cresciuto in fama grazie all’apprezzamento istantaneo tra le star di Hollywood. L’azienda continua a crescere ed evolve come marchio specializzato nel denim, espandendo la sua linea di prodotti all’uomo, agli accessori moda, all’abbigliamento sportivo e alle collezioni per bambini. Collaborazioni importanti sono state realizzate con famosi designer come The Great China Wall, Zac Posen, Azzedine Alaïa, Evan Yurman e Pucci. Il brand è in questo momento venduto in negozi di lusso come Barneys New York, Neiman Marcus, e Saks Fifth Avenue.

A Bathing Ape

Marchio nato dall’estro creativo dello stilista giapponese Nigo nel 1993. Il nome del marchio significa letteralmente: "fare il bagno in acqua tiepida", un’espressione usata per descrivere la vita frivola e agiata dei ragazzi di Tokyo oggi. Per lo più conosciuto con l’acronimo BAPE, con la sua scimmietta (simbolo del marchio) è ormai l’icona dello street fashion di Tokyo. La sua forza risiede nella continua diversificazione del marchio e nella creazione di capi in serie limitatissima, venduti esclusivamente in Giappone e a Londra.

A. P. C.

Atelier de Production e de Création, sigla usata dallo stilista Jean Touitou (Tunisi, 1951) che, dopo avere studiato tutt’altro (storia e linguistica), sceglie la moda, trova lavoro da Kenzo e Agnès B. e, nel 1987, debutta con questo marchio, preferendo il sottotono ai riflettori. S’impone per la sapienza del taglio sartoriale, i tessuti esclusivi e il gusto dei recuperi storici. Predilige lo stile essenziale, minimalista, rigoroso: è precisione allo stato puro, lavorazioni che si apprezzano da vicino alle quali la passerella non rende giustizia. L’atelier si occupa anche di cose assai lontane dalla moda. Produce olio d’oliva. Nel ’95 ha lanciato una propria casa discografica producendo, per esempio, dischi di Sofia Coppola e Marc Jacobs. Sei anni dopo, ha investito in un film dvd di Zoe Cassavetes. Nel catologo di vendita per corrispondenza di A.p.c., che si avvale della collaborazione di Eley Kishimoto e di Jessica Ogden, propone anche abiti di Anna Sui e Martine Sitbon. Touitou ha 3 boutique a Parigi, 1 a Londra e 4 in Giappone.

1991. Primo negozio in Giappone e l’anno seguente nell’area di Soho a New York. Sono gli anni in cui lancia il suo catalogo per corrispondenza. Dopo l’apertura della boutique parigina nel sesto arrondissement si propone anche nella vendita su internet. 

1998. Sbarca a Londra. Realizza diverse compilation musicali. 

2002. Secondo negozio: a Tokyo, ad Harajuku, zona frequentata dagli under 20.

A.F. Van Der Vorst

La loro prima collezione donna sfila a Parigi nel marzo del ’98, firmata dal marchio che unisce le iniziali di lui, Filip Arickx, al cognome di lei, An Vandervorst. Alla seconda collezione, vincono Vénus de la Mode per i futuri grandi creatori. Dopo essere stati compagni di scuola alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa, uno passa per l’atelier di Dirk Bikkembergs, l’altra disegna per qualche anno gli accessori per Dries van Noten. Il loro lavoro è fortemente influenzato dall’arte contemporanea, in particolare dalle opere del tedesco Joseph Beuys. Disegnano la linea di pelletteria Ruffo Research. Il marchio firma anche una linea di calzature, accessori e una collezione di lingerie che gli stilisti hanno battezzato Nightfall.

2009. Uno stile ricercato, ricco di tradizioni, ma pronto a essere sovvertito con colori vivaci, il tutto racchiuso in un simbolo: una croce rossa.