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Hermès

Hermès, la storica Maison francese tra i marchi più prestigiosi dell’industria del lusso

Hermès. Storica Maison francese, specializzata in pelletteria, abbigliamento e accessori, Hermès è uno dei marchi più prestigiosi dell’industria del lusso. Di proprietà della quinta generazione della famiglia, è oggi rinomata per i suoi foulard, cravatte e le leggendarie borse diventate status symbol

Le origini

L’azienda, fondata nel 1837 da Thierry Hermès, nasce inizialmente come bottega per bardature e finimenti per cavalli. Da qui il celebre logo della Maison: il “Duc Attelé” caratterizzato dal fantino e dalla carrozza trainata da un cavallo in omaggio alla tradizione equestre

Dopo quarant’anni la seconda generazione della famiglia trasferirà l’azienda nell’attuale sede di Faubourg Saint Honoré ma sarà il nipote di Thierry, Emile Maurice, che negli anni ’20 del Novecento avvierà la trasformazione verso una realtà più consona all’industria della moda. Produrrà prima piccola pelletteria, creando capi in pelle di daino, poi nel 1927 lancerà una linea di gioielli ispirati al mondo equestre; nel ’29 inaugurerà la prima collezione femminile disegnata da Lola Prusac.

La Kelly di Hermès

Grace Kelly con la borsa Hermès a lei dedicata

Gli anni Trenta lasciano il segno con una serie di capi che faranno non solo la storia della Maison ma anche quella della moda come la cintura che prende spunto dal collare dei cani e la borsa ispirata a quella per le selle dei cavalli. Si tratterà della famosa Kelly, modello rinominato in onore della principessa Grace di Monaco che contribuì al suo successo, nel secondo dopo guerra, facendola comparire su tutti i giornali; diventerà istantaneamente un capo iconico il cui eco arriverà fino ai giorni nostri.

Nel ’49 viene lanciata un’altra idea rivoluzionaria: l’abito in cotone stampato, che anticipava il concetto di nella moda, una sorta di abito “ready made” realizzabile, su misura. Nel 1951, con la morte di Emile, la gestione dell’azienda passerà in mano ai generi Robert Dumas e Jean Guerrand. I tempi sono oramai maturi per moltiplicare gli affari dell’azienda che asseconderà il boom dell’economia degli anni Sessanta e il forte interesse dei media; nasceranno così i primi profumi e la fabbricazione di sciarpe in seta; saranno anche gli anni in cui verrà creato il logo del “Duc Attelé” e verrà scelto l’arancione come colore distintivo.

L’espansione degli anni Settanta

Il decennio successivo è caratterizzato dalla conseguente espansione economica e territoriale della griffe che aprirà boutique tra Europa, Stati Uniti e Giappone. Dal 1976, sotto la direzione di Jean Louis Dumas Hermès, figlio di Robert, l’azienda diventa una holding, avviando politiche di acquisizione perlopiù nel settore tessile. Si cerca di “innovare nella continuità della tradizione” forti del valore storico del marchio e della reputazione creatasi in più di un secolo di attività.

Vengono intraprese campagne pubblicitarie con protagoniste giovani modelle che indossano i preziosi foulard; si cerca di svecchiare il marchio per renderlo più desiderabile ad una più ampia fetta di consumatori; i prodotti Hermès vengono distribuiti in sempre più numerosi punti vendita. Ma, Jean Luis Dumas, sarà anche il “padre” della famosa borsa Birkin, altro capo feticcio per le intenditrici di moda, nonché status symbol per eccellenza dell’era contemporanea.

Birkin, la borsa dedicata a Jane

Jane Birkin e la borsa a lei dedicata

Con una lista di attesa di due anni, ed un prezzo che può arrivare ad oltrepassare i diecimila euro, la Birkin, prende il nome dalla cantante Jane Birkin per la quale Dumas, nel 1984, ha disegnato la borsa. La leggenda vuole che i due si trovassero seduti vicini sullo stesso viaggio in aereo e che Dumas abbia accolto le lamentele di Jane Birkin riguardo l’inesistenza di una borsa adatta alle sue esigenze. Così nacque il modello, anch’esso, come la totalmente personalizzabile, fatto a mano e disponibile solo dopo una lunga attesa.

I designer

Nel corso degli anni, per aiutare il rinnovamento di stile, unitamente al rispetto della tradizione storica del marchio, verranno chiamati alla direzione creativa diversi designer; si susseguiranno negli anni nomi come Catherine de Karolyi; Nicole de Vérsian (aiutata da un giovane Lacroix) Eric Bergère, Bernard Sanz, Bally, Myrène de Prémoville, Giudicelli e Audibet. Gli anni Novanta vedranno salire al timone creativo il designer belga Martin Margiela che rimarrà in carico delle collezioni fino al 2003 per far posto a Jean Paul Gaultier. La collaborazione tra Hermès e “l’enfant terrible”, rafforzata anche dall’acquisto di una percentuale di quote dell’omonima Maison dello stilista, durerà fino al 2010, anno della morte di Jean Luis Dumas.

Col desiderio di rendere più commerciali le proprie collezioni e rendere ancora più contemporaneo lo spirito di Hermès, il nuovo gerente Patrick Thomas, nominerà Christophe Lemaire (fino ad allora distintosi come head designer di Lacoste) a capo della nuova direzione creativa.  

Un nuovo cambio di poltrone avviene nel 2009 quando Bali Barret viene nominato supervisore del segmento pelletteria, calzatura e gioielli. Nel 2012, Axel Dumas, membro della famiglia Hermès di sesta generazione, viene nominato CEO dell’azienda ricoprendo la sua carica con rispetto e dedizione tanto da essere riconfermato anche nel 2021.

Dopo l’uscita di scena di Christophe Lemaire, nel 2014 i vertici Hermès nominano Nadège Vanhee-Cybulski direttore artistico del ready-to-wear femminile della griffe. Presenta la sua prima collezione nel 2015, dimostrando di saper cogliere perfettamente la filosofia del marchio, scegliendo un tema equestre.

Il 2015

Nel febbraio 2015 Hermès annuncia un aumento del fatturato del 9,7%, pari a oltre 4 miliardi di euro di vendite. Questa crescita è visibile a livello internazionale. In Asia, escluso il Giappone, dove il fatturato è cresciuto del 7%, in America, con un aumento del 10% e in Europa che ha generato una buona performance nei negozi del gruppo, con un +7%.

Nel marzo 2018, Hermès ha aperto il suo più grande negozio a più piani, in Medio Oriente, al Dubai Mall. Un anno più tardi, nel 2019, il marchio si classifica al 33° posto nella lista Forbes per la categoria “Marchi più preziosi del mondo”.

Nel 2020, Bali Barret, direttore artistico degli accessori donna, lascia l’azienda dopo 17 anni.
L’80% dei prodotti Hermès sono prodotti in Francia. Durante il periodo della pandemia, che ha messo in ginocchio l’intera industria moda, la griffe registra vendite record a Guangzhou in Cina, dove il negozio, in un solo giorno, ha registrato un incasso record di 2,7 milioni di dollari.

Il beauty firmato Hermès

Hermès annuncia la sua prima collezione di trucco, che consiste in una linea di rossetti ispirati alle borse. Ogni tonalità di rossetto è stata accuratamente selezionata dall’archivio dell’etichetta che conta ben 75.000 campioni di seta e 900 tonalità di pelle. La finitura dei rossetti opachi dovrebbe imitare il look della morbida borsa Birkin in pelle. Ogni custodia per il rossetto è progettata per essere ricaricabile, un dettaglio che il direttore creativo di gioielli e scarpe Hermès, Pierre Hardy descrive come “raro”.

La pelle di fungo

Nel 2021 la maison annuncia di aver realizzato la prima borsa, lo storico modello Victoria bag del 1997, in pelle Sylvania, ricavata dalla pelle di un fungo atossico che vive nelle foreste subtropicali. Questo speciale tessuto, nato in collaborazione con la startup californiana MycoWorks, è un ibrido tra natura e tecnologia. Il risultato è la Fine Mycellium: tecnologia brevettata da MycoWorks in tre anni di studio e progettazione e con 45 milioni di dollari di finanziamenti.

La famiglia detiene ancora la maggioranza del pacchetto azionario seguita dal colosso del lusso LVHM in coda al 20%.

 

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