Balenciaga
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Balenciaga, la storia dal 1917 ad oggi 

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Indice 

  1. Le origini di Balenciaga
  2. Le creazioni firmate Cristòbal Balenciaga
    2.1. La fama internazionale 
  3. La fine della carriera di Cristòbal 
  4. La rinascita con Nicolas Ghesquièr
    4.1. Balenciaga e il nuovo millennio 
  5. La rivoluzione di Demna Gvsalia 

Le origini di Balenciaga 

Casa di moda francese con sede a Parigi, fondata nel 1917 dallo stilista spagnolo Cristóbal Balenciaga. Lo stilista spagnolo è considerato uno dei più grandi e influenti designer del Novecento. Nato nel 1895, a Guetaria, un villaggio della costa basca della Spagna, si appassiona sin da piccolo all’attività sartoriale. Segue infatti la madre nella realizzazione di capi che cuciva su commissione. A incoraggiare la sua carriera sarà una delle donne più ricche del Paese, la marchesa di Casa Torres. Ogni anno andava in villeggiatura estiva a Guetaria e rimaneva sempre stupita dall’abilità manuale del bambino.

La leggenda vuole che in cinque giorni il giovane Cristóbal le cucirà un modello identico al suo tailleur di Poiret, lasciando tutti sbalorditi. Sarà lei a trovargli un primo lavoro in un atelier di moda a Madrid, così da permettergli di imparare seriamente la professione di sarto.

cristobal-balenciaga
Cristóbal Balenciaga

Nel 1915, appena ventenne, Balenciaga aprirà la sua prima boutique a San Sebastian. Successivamente aprì altri due atelier a Madrid e Barcellona, che chiamerà con il nome della madre, Elisa. Ogni sei mesi si recherà anche a Parigi, dove andrà ad acquistare i modelli dei grandi sarti (i Chanel erano i suoi preferiti). Andranno poi a vestire l’élite aristocratica spagnola nonché la famiglia reale. Nello stesso tempo comincerà a creare dei modelli propri. Silhouette originali che, non molto più tardi, lo renderanno uno dei personaggi più applauditi e influenti nel mondo della moda.

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Cristóbal Balenciaga 1968

Nel 1937, in piena guerra civile, fuggirà a Parigi. Qui, grazie a un finanziamento conferitogli da un altro rifugiato spagnolo, aprirà il suo quartier generale al 10 di rue George V. L’importanza del successo della prima collezione sarà fondamentale per ottenere i finanziamenti delle successive. E successo fu, assieme a soldi fama e gloria. Come prima collezione presenterà una linea ispirata al Rinascimento spagnolo; nel giro di due anni verrà consacrato dalla stampa internazionale come uno dei più grandi designer di Parigi.

Le creazioni firmate Cristòbal Balenciaga

Sarà però dopo il secondo conflitto mondiale, all’apice del successo della maison, che darà il meglio di sé in termini di creazioni e modelli. Regole e proporzioni saranno le parole d’ordine. Seguiranno altre creazioni come il tailleur di tweed con collo scostato e sfrangiato (la sua ossessione) caratterizzato da quattro grossi bottoni anteriori (ancora oggi ripreso come modello dai contemporanei) nonché le creazioni più avanguardiste come la giacca corta a palloncino, gli immensi chimoni e l’asimmetria architettonica tipica di alcune tuniche che faranno storia.

Envelope dress 1967
Envelope dress 1967

Abiti non per tutti, ma al contrario per poche donne, dato che soldi e business non avevano mai avuto troppa importanza per Cristóbal che tra le sue clienti all’epoca vantava la marchesa Llanzol, la donna più elegante di Spagna, Loel Guinness, la duchessa di Windsor, la contessa Idarica Gazzoni oltre che clienti regali come Fabiola del Belgio. Al Maestro piacevano le donne sicure nonché dotate di un’eleganza innata; uno dei suoi credo era proprio questo: “Nessun sarto può rendere una donna elegante se non lo è naturalmente”.

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L’abito Baloon 1950
La fama internazionale

Il successo internazionale per Cristóbal arrivò quando aveva già 42 anni nonostante tutto il clamore attorno alle sue creazioni. Lo stilista non si farà mai vedere in pubblico, non saluterà mai giornalisti e buyer al termine delle sfilate e rimarrà sempre nell’ombra della riservatezza. Atteggiamento che si unirà al modo estremamente severo di concepire le sfilate, con un rigore da collegio e con l’oltrepassare alcune regole imposte dalla Camera della Moda sulla presentazione dei modelli come il proporre la sfilata il giorno prima della messa in commercio degli abiti, per evitare il plagio degli altri stilisti o la scelta di far sfilare mannequin particolarmente brutte senza fronzoli, acconciature o, peggio ancora, i tanto odiati ricci. Con il tempo questa attitudine fredda, unita alla contrastante straordinaria bellezza e avanguardia dei modelli, contribuirà alla nascita di un mito e di una leggenda della quale ancora molto si parla.

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Abito anni 60

Di lui era noto che non amava la pubblicità e la frequentazione, se non la compagnia del suo cane e di poca gente, tra cui solo i suoi famigliari più stretti, in particolare l’adorata sorella Augustina che andava a trovare volentieri tutte le estati a San Sebastien. A Barcellona, dove il nipote José Balenciaga dirigeva uno degli atelier, invece non metterà mai piede. Era notoriamente anche un collezionista di case e appartamenti. Ne aveva sei solo a Parigi ma pare che si lamentasse sempre e che la sua casa di campagna fosse arredata con lussuosi mobili e curiosi elettrodomestici di ogni tipo.

Nonostante il successo della griffe, Cristóbal Balenciaga rifiutò molte offerte allettanti volte ad ampliare il business della sua azienda, tra cui l’invito a disegnare una linea di prêt-à-porter. Nonostante ciò sarà estremamente preciso e saprà riconoscere il valore del suo lavoro facendosi sempre pagare regolarmente alla consegna, anche dalle clienti più prestigiose. Proprio per questo motivo, sotto la sua direzione, l’azienda non conobbe mai momenti crisi o indebitamenti.

La fine della carriera di Cristóbal

Nel corso della sua carriera non mancherà di collaborare come costumista per il teatro e il cinema, lavorando sugli abiti per Alice Cocéa e Suzet Maïs in Amanti senza domani di Armand Salacrou (1940) e sui mantelli di paillette nere per Christiane Barry nell’Orphée di Cocteau; realizzerà anche i vestiti per Arletty nel film Bolero di Jean Boyer, oltre che i costumi per Ingrid Bergman in Anastasia di Anatole Litvak. Nel 1968 deciderà di ritirarsi con grande disappunto delle sue clienti e supporter più affezionate come la contessa Mona Bismark che, delusa dalla notizia, pare sia rimasta chiusa per tre giorni in casa. Cristóbal morirà quattro anni dopo, nel 1972, a Javea, in Spagna, lasciando l’azienda in eredità al nipote. Nel 1973 Diana Vreeland, allora direttrice di Vogue America, celebrerà il Maestro dedicandogli una prima grande retrospettiva intitolata The World of Balenciaga al Metropolitan Museum di New York.

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Dopo anni in penombra, l’azienda verrà prima rilevata dal gruppo tedesco Hoechst per poi passare, nel 1986, al gruppo Jacques Bogart che rilancerà la maison con la prima collezione di prêt-à-porter. Intitolata Le Dix, la nuova linea ready to wear, prenderà il nome dal numero civico dell’atelier storico di rue George V; la linea verrà sviluppata dapprima sotto la direzione creativa di Michael Goma, che rimarrà al timone per cinque anni, sostituito, nel 1992, da Josephus Thimister, che porrà le basi del rinnovamento del brand verso una concezione più moderna di moda di lusso.

La rinascita con Nicolas Ghesquière 

Le basi della rinascita del marchio verranno poi riprese magistralmente dal designer franco-belga Nicolas Ghesquière che, dopo due anni di gavetta interna in azienda come designer dei prodotti in licenza, nel 1997 diventerà head designer della casa. Ghesquière vanta una formazione autodidatta, proprio come il padre fondatore Cristóbal, nonché esperienze precedenti per Jean Paul Gaultier e Agnès B. Sarà lui il vero responsabile della rinascita del marchio sul mercato moderno. Reinterpreterà infatti in chiave contemporanea abiti icona delle gloriose collezioni del passato. Questi abiti attireranno l’attenzione delle celebrità tra cui Madonna e Sinead O’Connor, che con la loro immagine contribuiranno alla notorietà e alla divulgazione del marchio.

Balenciaga by Ghesquière
Balenciaga by Ghesquière

Collezione dopo collezione, Nicolas Ghesquière si appropria dei codici stilistici di Cristóbal e li piega al racconto della modernità facendo permeare nel brand forti richiami alla strada, alla cultura street, punk, disco e in generale alla contemporaneità.

L’estetica di Balenciaga diventerà una delle più dirompenti del mondo della moda per la capacità di creare collage armonici di segni in apparenza completamente difformi e lontani. I risultati commerciali non saranno subito entusiasmanti proprio perché l’interesse del designer sarà molto più verso il racconto visivo che verso la portabilità del prodotto. Con il tempo però il brand non solo non deluderà nella sua performance commerciale ma otterrà anche forte supporto dagli operatori del settore. In primis dall’influente direttrice di Vogue America, Anna Wintour, che verrà fotografata più di una volta mentre indossa le creazioni dello stilista ma anche da una serie di celebrità tra cui Nicole Kidman, per la quale realizzerà l’abito delle sue seconde nozze, Kylie Minogue, per gli abiti dei video Slow e Red Blooded Woman e Jennifer Connelly per la cerimonia di premiazione degli Oscar 2006.

Balenciaga e il nuovo millennio

Oggi il brand è riconosciuto soprattutto per la linea di borse Motorcycle Le Dix, lanciata nel 2001 da Ghesquière in persona. In pochi anni è diventata uno dei prodotti moda status symbol più desiderati dalle donne. Un design impeccabile caratterizzato da un look casual, misure perfette, dettagli accattivanti, come la tasca frontale con cerniera, borchie e zip, manici con grandi impunture in rilievo, nonché l’alta qualità della pelle (che più invecchia più diventa bella) faranno della Motorcycle un oggetto del desiderio. Innumerevoli celebrità, soprattutto giovani star come Nicole Richie, Paris Hilton, Lindsay Lohan, Kate Moss, Vanessa Hudgens e Gisele Bündchen, sono state fotografate con i diversi modelli di borsa, declinata in tantissimi colori e forme, contribuendo alla desiderabilità del prodotto.  

Motorcycle bag
Motorcycle bag

La maison fa parte della divisione Luxury Group della PPR, attiva nel segmento dei beni di lusso. Il gruppo è il primo concorrente del colosso LVMH, al quale contende ferocemente la leadership di mercato. Il brand crea abbigliamento prêt-à-porter, scarpe, accessori e fragranze venduti in tutto il mondo. Vanta una rete di 42 negozi monomarca e tramite una selezione di boutique multibrand e department store. 

Seguendo le tendenze di mercato internazionale, tra il 2008 e il 2010, l’azienda ha concentrato fortemente i suoi investimenti sul suolo asiatico. Solo in Cina, la maison ha aperto quattro nuove boutique nelle città di Pechino, Shenzhen e Hangzhou nonché una sul suolo di Hong Kong. Anche Russia, Tailandia, Singapore e Corea del Sud, assieme al Medio Oriente, saranno target territoriali di espansione delle attività commerciali. Qui infatti verranno firmati più accordi di partnership e franchising per la vendita dei prodotti brandizzati Balenciaga.

Nel 2011 sono stati messi in atto ulteriori investimenti volti a rafforzare la presenza commerciale sull’Eldorado asiatico, nonché l’ingresso nel business online con l’apertura di un nuovo sito compreso di shop online, per il momento rivolto solo al mercato francese.

La rivoluzione di Demna Gvsalia da Balenciaga 

Ghesquière ha lasciato la maison nel 2012. Dopo Ghesquière, Alexander Wang ha guidato la maison per pochi anni, fino al 2015. Anche lui ritorna alle origini, guardando a Cristobal e reinterpretando i codici sotto una chiave urban.

Spring Summer 2017
Spring Summer 2017

Nel 2015 Demna Gvasalia diventa, dopo le esperienze da Louis Vuitton e Margiela e dopo aver lanciato Vetements,  il nuovo direttore creativo di Balenciaga. Il suo lavoro ha segnato un nuovo corso estetico, non solo nella maison, ma in generale nella moda portando alla ribalta il cosiddetto post-soviet style. Volumi, commistione di materiali diversi, reinterpretazione dei classici di Balenciaga in un ottica contemporanea. L’idea del Kitch che diventa chic, la bruttezza che diventa bellezza. É lui, insieme ad Alessandro Michele, l’artefice di questa nuova concezione di collaborazione nella moda. I due hanno collaborato nel 2021 per il centenario di Gucci, creando una collezione in cui l’heritage di Balenciaga viene hackerato dalla maison fiorentina, un incontro tra linguaggi estetici differenti che simboleggia un nuovo modo di strutturare le collaborazioni. 

Demna Gvasalia rivoluziona le sfilate facendo sfilare i Simpsons 

Aspettatevi l’inaspettato, con queste parole Cèdric Charbit, Ceo di Balenciaga, annuncia la sfilata Spring/Summer 2022. Quella che è andata in scena il 2 ottobre 2021 nel Théatre du Châtelet di Parigi è una piccola rivoluzione non tanto per quel che riguarda gli abiti, ma per quel che riguarda il modo di comunicare le nuove proposte. Un red carpet che diventa una passerella di star e adepti del marchio che indossano le nuove proposte, con gli ospiti che, ad insaputa del pubblico, diventano i modelli del défilé. E poi un cortometraggio dei Simpsons in cui si ironizza sul sistema moda. L’obbiettivo dichiarato di Demna era quello di far divertire il pubblico, ridefinire i confini e così il marchio si avvicina al mondo dell’intrattenimento. 

Balenciaga Simpsons
Balenciaga Simpsons

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