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Ghesquière, Nicolas

Ghesquière, Nicolas (Comines, 9 maggio 1971). È stato direttore creativo di Balenciaga dal 1997 al 2012 e, a partire dal 2013, direttore artistico di Louis Vuitton. Nicolas Ghesquiere si è guadagnato la reputazione di designer più originale della sua generazione.

Ghesquière ottiene numerosi premi e riconoscimenti per la sua creatività tra cui nel 2001, l’International Designer Award dal Council of Fashion Designers of America. Nel 2007 riceve la nomina di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres e, nel dicembre 2014, i British Fashion Awards lo nomina International Designer of the Year.

Gli inizi

Agli inizi degli anni ’90 lavora come assistente del famoso stilista francese Jean Paul Gaultier. Dopo alcuni anni lascia l’incarico per dedicarsi all’attività di freelance. Nel 1997 entra in Balenciaga, sostituendo Thimister. Nel corso del suo mandato, lo stilista rinfresca l’estetica di una maison in declino. Durante la sua direzione, inoltre, nei primi tre anni le vendite raddoppiano. Le sue collezioni, compresi i trend ispirati agli anni ’80 e l’iconica borsa Lariat, sono ben accolti dalla clientela.

Per l’autunno/inverno 2004 lo stilista disegna una collezione composta essenzialmente da capispalla in pelle, dalla linea oversize. La giacca da motociclista, rivestita da uno spesso strato di shearling, diventa un vero e proprio trend di stagione.

Con la collezione primavera/estate 2007, Ghesquière si ispira al mondo della robotica portando in passerella leggings in oro e bronzo dal valore commerciale di 100.000 dollari. Ad indossarli, la celebre cantante Beyoncé, durante i BET del 2007.

Il debutto in Louis Vuitton

Collezione Louis Vuitton 2021

Dopo sedici anni dal debutto in Balenciaga, Nicolas Ghesquière viene nominato direttore creativo di Louis Vuitton, a distanza di poche settimane dall’addio alla griffe di Marc Jacobs. E’ il 2013.

Louis Vuitton ha sempre incarnato, per me, l’idea di lusso, innovazione ed esplorazione“, sostiene Ghesquiére. “Sono molto onorato della missione che mi è stata affidata e orgoglioso di entrare a far parte della storia di questa grande Maison. Condividiamo valori e visioni comuni“.

Pur mantenendo i valori tradizionali della griffe, tutte le collezioni mostrano il fascino di Ghesquière per la tecnologia digitale, i mix multietnici e i riferimenti punk. Sono servite, inoltre, da continuum al precedente lavoro creativo del designer. Un esempio fra tutti è la collezione autunno 2014 giacche dalla forma ad A, chiuse da cintura (in stile anni Settanta), combinate a tessuti e colori progettati per simboleggiare lo stile senza tempo per cui LV è apprezzata.

Nel 2018 ritorna la collaborazione con l’iconoclasta Rei Kawakubo (già in attivo nel 2014 con Jacobs) per una serie di borse “Bag Whit Holes”; progetto che ritorna anche nel 2021 per la linea uomo diretta da Virgil Abloh.

Con Nicholas Ghesquière, gli show di Louis Vuitton si svolgono anche nei luoghi della cultura come attesta la collezione Resort 2018, di ispirazione pop (e dalla Stranger Things in onda su Netflix), presentata al Miho Museum di Kyoto.

Nel 2021, complice la pandemia da Covid-19, Nicolas costretto a presentare la collezione in digital (ma allestita sotto la cupola de La Samaritaine), realizza una sfilata con una visuale a 360°.

Gli spettatori, connessi in live streaming, hanno visto le riprese di alcuni spezzoni firmati dal regista Wim Wenders, come alcune scene de “Il cielo sopra a Berlino” (1987).

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