Rive Droite

Si fa risalire la nascita della haute couture parigina alla creazione nel 1858, in rue de la Paix, della casa di Charles Frédérick Worth, il sarto prediletto dall’imperatrice Eugenia, dalle eleganti Belle Époque, da attrici e anche da prostitute di alto rango. Il successo del quartiere, del ricco VIII arrondissement sulla riva destra della Senna si amplifica fino agli anni fra le due guerre del ‘900. Vi approdano Poiret, Chanel, Nina Ricci, Schiaparelli e lo spagnolo Balenciaga. Nei primi vent’anni dell’ultimo dopoguerra, quando proliferano nuovi creatori e, accanto all’haute couture, comincia a imporsi il prêt-à-porter di lusso, la Rive Droite continua a essere il crocevia mondiale della moda. Tutto ruota attorno a due strade: rue du Faubourg Saint-Honoré e avenue Montaigne. Sulla prima si affaccia l’Eliseo, ma, per il turista qualsiasi, l’interesse per il palazzo presidenziale è eclissato dal lusso delle vetrine circostanti di Cardin, Féraud, Lanvin, Azzaro o Versace. Altrettanto celebre è l’avenue Montaigne, dove si alternano la casa madre di Christian Dior, quelle di Nina Ricci, di Ungaro, di Scherrer. Nelle adiacenze immediate si trovano pure Balmain e Balenciaga, in rue Franµois I, e Carven al Rond-Point des Champs Elysées. Negli anni ’60, la haute couture entra però in un periodo di mutazione, che sarà accelerata dalla rivolta giovanile del maggio ’68. La nascita dello stile unisex, l’evoluzione sociale, economica e tecnica, il mutare dei costumi di vita la fanno arrancare. Oggi l’alta moda serve a incrementare altre attività più lucrative, come la vendita di profumi o del prêt-à-porter firmato. Solo 18 case fanno ancora parte del sindacato della haute couture.