Mainbocher

(1891-1976). Stilista americano. Ebbe, fra le due guerre, grande fama a Parigi. La sua firma è stata per le donne americane un sinonimo di buon gusto, di eleganza senza astruserie e di innovazione nei materiali. Nato a Chicago si formò alla Academy of Fine Arts e alla Art Student League di New York. Dal 1911 al ’17, visse tra Monaco, Parigi e Londra. Dopo la prima guerra mondiale, decise di restare a Parigi tentando la carriera operistica ma dovette desistere per problemi alle corde vocali. Iniziò così a collaborare come disegnatore con Harper’s Bazaar e poi passò a Vogue che lo assunse come redattore e poi responsabile dell’edizione francese. Vi rimase fino al ’29. L’anno successivo, debuttò come stilista, diventando così il primo couturier americano con un atelier a Parigi in avenue George V. Si fece subito notare per i suoi abiti con il corpino attillato, i maglioni foderati di pelliccia e gli abiti neri semplicissimi e adatti a tutte le occasioni. Le sue modelle sfilavano con guanti bianchi, perle intorno al collo e nastrini nei capelli. Fu lui a disegnare l’abito da sposa a Wally Simpson, attirando così l’attenzione della stampa mondiale. Nel ’40, la Francia già in guerra, decise di tornare a New York dove aprì un suo atelier che tenne in attività fino al ’71.