Vogue
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Vogue, rivista periodica di moda femminile che nasce nel 1892 negli Stati Uniti per volere di Arthur B. Turnure. Nel 1909 la compra Condé William Nast, figlio di un celebre cartoonist americano, e diventa punto di riferimento assoluto per la moda internazionale.

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Vogue 1927

Sotto la guida sapiente, visionaria e infaticabile della giornalista Edna Woolman Chase, direttore Vogue dal 1895 al 1957, e alla intraprendenza imprenditoriale dello stesso Nast, il quale intuisce prontamente l’importanza dell’immagine fotografica nella rappresentazione, e nella vendita della moda, il magazine acquista velocemente fama mondiale. Segnando di fatto l’inizio dell’editoria di moda, creando una nuove classe di professionisti della moda e consacrando la fotografia di moda al mondo dell’arte.

Vogue: l’importanza della fotografia

Condé Nast si avvale fino dall’inizio dei più famosi illustratori dell’epoca, quali Lepape, Vertés e Benito, e degli scrittori più affermati. Ma in realtà è la fotografia, nuovo strumento espressivo arrivato alla ribalta nel primo decennio del Novecento, a costituire la sua vera ossessione. Proprio in questo media, risiede la grande innovazione apportata da questa rivista. La fotografia diventa un valido mezzo per la comunicazione di moda, diventa a tutti gli effetti una forma d’arte.

Nei primi del Novecento, infatti, la moda è ritratta unicamente attraverso illustrazioni. Queste sono realizzate nel migliore dei casi da artisti e nel peggiore da disegnatori specializzati nella riproduzione di modelli creati dai couturier parigini, comunque concentrati nel raccontare l’abito in maniera descrittiva. Sono la cultura, l’amore per l’arte, la frequentazione dei circoli artistici e l’intuizione di Nast a persuadere Cecil Beaton, entrato a Vogue come disegnatore, a lanciarsi nella fotografia. Ma anche a convincere Edward Steichen ad abbandonare la pittura per diventare quel talento dell’obiettivo che poi si dimostrerà essere.Il successo è immediato.

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Edward Steichen per Vogue 1933

I migliori fotografi del mondo e i maestri della fotografia contemporanea si avvicendano sulle pagine di Vogue. Da Man Ray a George Hoyningen-Huene, da Horst a Jacques-Henri Lartigue. I servizi fotografici di moda, nonostante l’impegnativo investimento economico, diventano il punto forte del magazine anche dopo il terremoto economico provocato dalla crisi del 1929.

Dopo la morte di Condè William Nast

Nast muore nel 1924 e Vogue viene acquistato dalla famiglia Newhouse che ne è proprietaria ancora oggi. Grazie a Vogue nascono una serie di figure professionali specializzate nell’editoria di moda che oggi costituiscono parte integrante e fondamentale dell’industria di settore. Tramite le pagine di Vogue i fotografi di moda diventano a mostri sacri e i brand diventano ufficialmente parte del sistema moda.

Vogue conta 11 edizioni in altrettanti Paesi. Quella italiana nasce nel 1965 assorbendo la rivista Novità ed è diretta dal 1988 da Franca Sozzani) e il suo livello di qualità e prestigio è rimasto invariato dai tempi di Condé Nast. Grazie a questa straordinaria continuità è possibile, come asserisce Alexander Liberman per lungo periodo direttore artistico dell’edizione americana del mensile, ricostruire attraverso Vogue una storia visiva della moda e dell’eleganza di un secolo.L’attuale direttrice dell’edizione americana è Anna Wintour, di quella francese è Emmanuelle Alt, di quella inglese Alexandra Shulman.

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Anna Wintour

Nel 2009 esce The September Issue, il documentario diretto da R.J. Cutler in cui si racconta la creazione del numero più atteso dell’anno dell’edizione di Vogue America, appunto quello di settembre.

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