Gherardi

Piero (1909-1971). Costumista e scenografo esperto in atmosfere “incantate”, entra in perfetta sintonia con il cinema di Federico Fellini. Architetto e arredatore di professione, si accosta al cinema con Mario Soldati (Eugenia Grandet, Daniele Cortis); più tardi partecipa al kolossal Guerra e pace di King Vidor. La sua prima collaborazione con Fellini risale alle Notti di Cabiria, dove la sua cifra irrealistica e creativa si esprime già con chiarezza. Dopo Kapò di Pontecorvo, veste l’universo e le attrici felliniane di forme e abiti indimenticabili che, in qualche modo, influenzano la moda: cura i costumi e le scenografie della Dolce vita, crea atmosfere oniriche in Otto e 1/2. Per entrambi i film è premiato con l’Oscar. L’apoteosi arriva con Giulietta degli spiriti, cui si aggiunge il colore: tra sogni e veli colorati, il costumista-arredatore dà corpo alle più radicali fantasie felliniane. La creatività di Gherardi ha anche una inclinazione al grottesco, che si manifesta nei costumi surreali dell’Armata Brancaleone di Mario Monicelli.