Tiffany

Gioielleria americana. Charles Lewis Tiffany (1812-1902) aprì a New York nel 1837, in collaborazione con l’amico John B. Young, il negozio Tiffany & Young specializzato in cancelleria e oggetti decorativi perlopiù di provenienza orientale. Pochi anni dopo, nel 1841, il successo ottenuto permise un ampliamento della gamma delle proposte commerciali. Si cominciò a importare dall’Europa bijoux tedeschi e paste vitree parigine. Difficile allora immaginare che da così modeste origini la casa sarebbe assurta all’importanza che riveste oggi nel campo del gioiello. L’acquisto e la successiva vendita, da parte di Tiffany, della famosa cintura di Maria Antonietta in oro e diamanti segnarono, alla metà dell’800, un momento significativo che permise di capire da un lato come la tradizione europea potesse rappresentare una fonte creativa di grande rilievo, dall’altro quanto il gioiello prezioso potesse essere interessante per il mercato statunitense. Fu inaugurata a quell’epoca la sede parigina ed ebbe inizio negli Stati Uniti una produzione vasta e diversificata non solo di gioielli, ma anche di argenti, in collaborazione con l’argentiere John C. Moore e suo figlio Edward. Si attinse a piene mani anche alla giovane tradizione americana, valorizzandone storia e cultura (indiana, ad esempio). Uno dei maggiori vanti dell’azienda fu, negli anni della guerra civile, la vendita al presidente Lincoln di una collana di perle per la moglie. Presente alle più importanti esposizioni internazionali, Tiffany & Co. divenne famosa anche per la qualità delle gemme, preziose e semipreziose (zaffiri del Montana, opali di fuoco del Messico, tormaline del Maine). Una delle sue più apprezzate invenzioni fu la montatura a 6 graffette per l’incastonatura a solitaire del diamante. Louis Comfort Tiffany (1844-1933), subentrato al padre all’inizio del ‘900, molto sensibile all’arte ed entusiasta seguace degli insegnamenti di William Morris, il pittore decoratore, improntò la produzione allo stile Liberty che si era affermato in Europa. Introdusse con successo l’uso dello smalto e diede il via alla realizzazione di oggetti d’arredo che fecero storia: le lampade, soprattutto. Nel 1907, Tiffany aprì i battenti in Fifth Avenue. Nobili, magnati dell’industria, star hollywoodiane diventarono clienti assidui. Quando, negli anni ’50, la casa cessò di essere controllata dalla famiglia Tiffany, si avvertì l’esigenza di ricorrere alla collaborazione di nuovi designer. Furono coinvolti prima Jean Schlumberger poi, negli anni ’60, Donald Claflin e Angela Cummings. Negli anni ’70, fu la volta di Elsa Peretti e Paloma Picasso che continuano ancor oggi a creare per la maison. Tiffany è quotato alla Borsa di New York. (Alessandra Quattordio) &quad;Tra le collaborazioni eccellenti, anche quella con l’architetto superstar Frank Gehry, nel 2006, che rilegge i gioielli con la sua particolare visione dinamica delle strutture.