Canottiera

(débardeur). Da Rocco e i suoi fratelli a Fronte del Porto, da Renato Salvatori a Marlon Brando, da Dolce & Gabbana a Laurence Steele. Ci sono miti cinematografici e miti griffati dietro questa maglietta leggera di lana e di cotone, molto scollata e senza maniche. È stata prima il simbolo di eroi popolari e magari un po’ burini che, proprio sotto la loro canottiera, mostravano muscoli a misura di cantiere, di palestra o di ring. Poi, a partire da quel Jean Paul Gaultier che, negli anni ’80, propone l’accoppiata débardeur e T-shirt, diventa cult imperdibile (anche a costo di non essere fisicamente a posto) per passerelle più o meno raffinate. Così, un indumento povero, prima condannato in modo inappellabile (specie se occhieggiante sotto una camicia) dalle upper class più snob, viene riscoperto nel nome di una cafonaggine intellettuale ispirata, forse senza motivo, al neorealismo cinematografico.