Calzini

Raffaele (1885-1953). Scrittore e giornalista italiano. Inviato speciale del Corriere della Sera dal 1926. Segue per il quotidiano milanese la quarta sfilata dell’Italian High Fashion Show organizzato da Bista Giorgini, a cui per la prima volta Firenze concede la Sala Bianca di Palazzo Pitti. È un martedì 22 luglio 1952, un pomeriggio da 42 gradi all’ombra e di temporali. La città non ha attenzioni particolari, come se quel raduno di sarti e sarte, di indossatrici, di giornalisti e di compratori, di buyer, dagli Stati Uniti e dall’Europa, fosse così elitario, così da addetti ai lavori da sembrare carbonaro. Ma non è carbonaro per il Corriere della Sera che manda a Firenze un grande inviato, un raffinatissimo, proustiano scrittore (La tela di Penelope; Segantini, romanzo della montagna), Raffaele Calzini, e dà alta dignità al suo pezzo, pubblicandolo in terza pagina. “Stavano i compratori americani, i rappresentanti della stampa internazionale, i sarti, le sarte, gli invitati come la signora Churchill, tutto un curioso mondo elegante e competente, critico e raffinato, bottegaio e aristocratico, disposti su tre file per i quattro lati della sala rettangolare, tutta cincischiata di stucchi come una bomboniera di bisquit, illuminata da undici lampadari di cristallo di rocca tra i più belli del mondo, raddoppiata nelle sue dimensioni dalla prospettiva dei grandi specchi alle pareti laterali e a quelle di fondo. Da due piccole porte, come in un teatro di salotto, entravano col loro passo svelto e guardingo una alla volta le indossatrici (una inciampò e mandò un grido infantile) e facevano la loro sfilata rituale: armonizzata e ormai classica composizione di gesti, di passi, di piroette, di inchini, di dondolamenti, che sta tra la mimica e il ballo”.