Ventura

Casa di moda milanese fondata nel 1815 da Domenico Ventura. Subito famosa per l’abilità con cui riproduceva o ricreava abiti e modelli francesi, conquista, dopo l’unità d’Italia, una vasta clientela anche in ambito internazionale. Nel 1869 la ditta apre una succursale a Ginevra; fra i suoi clienti può vantare anche la famiglia reale austriaca. Negli stessi anni la sede di Milano è abitualmente frequentata da altri reali, in particolare dalla regina Margherita, che vive parte del suo tempo nella Villa di Monza. Nasce un certo interesse per una moda italiana meno rispettosa e ossequiente nei confronti di Parigi: la stessa sovrana e le dame della sua corte mostrano di apprezzare questa tendenza. La ditta Ventura viene nominata Fornitore di Casa Reale. Al termine della prima guerra mondiale, si fa intensa l’attività della sartoria milanese, soprattutto con sfilate ma anche con partecipazioni a manifestazioni internazionali, come la Fiera Campionaria (1920), che elenca anche altri nomi noti della moda italiana, come Ferrario, Radice, Fumach-Galli, Marta Palmer, Montorsi, tutti in competizione con gli atelier parigini. Nel 1923, Ventura apre a Roma una succursale in piazza di Spagna, angolo via della Croce. Il personale (300 unità) comprende anche un valletto in livrea addetto all’ascensore. Due i piani dei laboratori, con ricamatrici, lavoranti del “leggero” e lavoranti del “pesante”. Al primo piano il salone, con sale adiacenti per le prove. Per un lungo periodo, l’atelier di Roma è diretto da madame Hannà, temuta première olandese. Tra le varie sedi, l’azienda ora può contare su 800 dipendenti. Il titolare della ditta, Vittorio Alberto Montana, è nominato presidente del sindacato dell’alta moda italiana. Tra le clienti, attrici di cinema e teatro, come Clara Calamai e Isa Miranda, ed esponenti della nobiltà, come le principesse Colonna, Barberini e Odescalchi, o della ricca borghesia. Fra gli abiti famosi della casa Ventura, c’è quello di nozze di Maria Josè del Belgio, realizzato nel 1930 su bozzetto del principe ereditario Umberto. Il matrimonio reale fu un evento che coinvolse tutta la città, e l’abito, illustrato da John Guida, venne pubblicato su tutti i giornali dell’epoca. “Era un abito con maniche di merletto a guanto talmente strette che”, racconta Fernanda Gattinoni, allora première da Ventura, “si dovette tagliarle con le forbici, lanciando così una nuova moda.” All’inizio degli anni ’40 la ditta chiude. La sede di Milano viene rilevata da Germana Marucelli. La sede romana continua senza grandi mutamenti fino al ’42 quando subentra la contessa Gabriella di Robilant (detta Gaby) che, sotto il nome di Gabriella Sport, mantiene strutture e parte del personale, per puntare su un abbigliamento anche sportivo. Un settore dell’archivio e il resto del personale è stato assorbito da Fernanda Gattinoni per il suo atelier.