Jackytex

Ha sede a Terranova Bracciolini (Arezzo). Sin dal 1972, l’anno del suo avvio, si è sempre caratterizzata per la ricerca e un forte spirito innovativo: l’utilizzo della viscosa quando si usava solo per fodere; le scelte differenti nelle quantità d’uso. Queste virtù imprenditoriali l’hanno portata a una rapida crescita fino ai successi internazionali della fine degli anni ’70: l’incontro con il prêt-à-porter stilistico, i successi in passerella. Ha poi conosciuto un ulteriore sviluppo, dotandosi di macchine elettroniche e utilizzando nuove fibre per i gobelin a sei colori, gli inediti elasticizzati in Lycra, i nuovi prodotti per maglieria, le esclusive per gli stilisti. Alla gestione monocentrica, familiare, si sostituisce, in quegli anni, la diversificazione dei cicli produttivi. Nasce una società collegata, la Knitting, per la tessitura degli uniti. Nel 1997 il Gruppo occupa 70 addetti, produce oltre un milione e mezzo di metri in fibre pregiate, fattura 43 miliardi dei quali il 40 per cento viene dall’export. Il fine millennio vede l’azienda proiettata su modi, tecniche, immagini di tessiture decisamente avanzate: i velluti a intarsio, i fili coupé-materici.  
All’inizio del nuovo secolo i prodotti Jackytex sono presenti in tutta Europa (Germania, Francia, Benelux, Gran Bretagna, Spagna), Americhe (Usa, Brasile) e Estremo Oriente (Giappone, Corea, Hong Kong).
2003, febbraio. L’azienda presenta al Salon du Textil di Parigi un nuovo tessuto chiamato "Ingeo", ricavato da fibre riciclabili al 100 per cento ottenute da materiali ecologici come il mais e fabbricato per conto della società americana Cargill Dow.