Caraceni

Famiglia, dinastia di sarti da uomo di fama mondiale, originaria d’Abruzzo. Il capostipite Tommaso visse e operò a Ortona (Chieti), dove nacque, nel 1880. Tre dei suoi figli appresero da lui l’arte del cucire: Domenico, Augusto e Galliano. Furono loro a rendere famoso il nome Caraceni in tutt’Italia e, in un secondo tempo, nel resto del mondo. Iniziò Domenico, il maggiore, a Roma negli anni ’20, seguito subito dopo da Augusto e Galliano la cui opera contribuì al successo dell’iniziativa. Negli anni ’30, Augusto si stacca da Roma e apre a Parigi, in avenue d’Jena, una sua sartoria: un palazzetto di tre piani, che racchiudeva in se stesso tutto il ciclo lavorativo. Galliano resta a Roma, a fianco del fratello Domenico. Durante questi anni, dal 1930 al ’40, i Caraceni, a Roma e a Parigi, lavorano instancabilmente per raggiungere la vetta e vi riescono. Infatti, negli atelier Caraceni arrivano da tutte le parti del mondo i personaggi più in vista dell’epoca: personaggi della politica, della musica, della letteratura, del teatro, delle case regnanti e dell’imprenditoria. Nel ’40, a causa dello scoppio della guerra, Augusto, italiano in terra nemica, fu costretto, suo malgrado, a chiudere l’ormai mitico atelier parigino e a ritornare in patria. Nello stesso anno, muore Domenico, a Roma. Cessata la guerra, Galliano ridà vita all’atelier di Roma, mentre Augusto apre una sua nuova sartoria a Milano in via Fatebenefratelli 16. Gli anni che vanno dal ’46 al ’70 sono quelli del secondo periodo artistico di questa famiglia, periodo durante il quale la clientela dei Caraceni si modifica e si completa seguendo l’andamento della società internazionale di quel tempo. Tra gli anni ’70 e gli anni ’80, muoiono prima Augusto e poi Galliano. Scomparsi i tre pionieri, la tradizione familiare continua con rinnovato vigore. A Roma, sono Tommy e Giulio, figli di Galliano, a governare l’atelier e, a Milano, c’è Mario, figlio di Augusto, che per il suo laboratorio, ha voluto mantenere l’insegna A. Caraceni, in onore del padre. La terza generazione Caraceni ottiene grande successo. A Mario vengono assegnati, tra gli altri, il premio S. Omobono, medaglia d’oro e attestato dell’Unione Milanese Sarti, e il Gran Premio vita di Sarto dall’Accademia Nazionale dei Sartori di Roma. Negli anni ’80 e ’90, si prepara la quarta generazione, che già lavora negli atelier di Milano e di Roma, apprendendo i segreti del mestiere. Il grande merito dei Caraceni è quello di aver introdotto, fin dal loro apparire sulla scena artistica sartoriale del mondo, accorgimenti loro propri, nella tecnica del taglio, per cui l’abito viene indotto a seguire, in maniera anatomica, i movimenti di chi lo indossa e acquista una vestibilità perfetta, diversamente irraggiungibile. Questo è il segreto dei Caraceni e tale rimarrà finché ci sarà un Caraceni a custodirlo e a trasmetterlo al proprio successore e solo a lui.