Panciotto

Uno dei tre pezzi nel completo maschile più classico e formale: realizzato nello stesso tessuto dell’abito, aperto sul davanti con due taschini laterali, numero di bottoni variabile, senza maniche, da indossare sopra la camicia e sotto la giacca. Nella sua forma attuale, appare nel XIX secolo. Nasce con il nome di gilet nella seconda metà del XVII, ha le maniche, ed è indossato sotto il giustacuore (il Justaucorps francese del regno di Luigi XIV, il Re Sole). Nel 1700 a Venezia, prende il nome di “camiziola” o “camisola” e inizia la sua trasformazione. Alla fine dell’800 viene inserito nel guardaroba femminile. Verso il 1960, nel momento dell’abbigliamento unisex, le donne indossano direttamente quelli maschili. A partire dal ’70 viene realizzato in differenti tessuti ed è definitivamente parte integrante dei tailleur da donna. In materiali preziosi, in fantasie originali e alternative, oggi è uno dei vezzi maschili anche tra i gentleman più compassati. Il milanese Guido Venosta, che, come presidente, ha fatto grande l’Associazione per la Ricerca sul Cancro, è stato un protagonista del panciotto spezzato rispetto all’abito. Il presentatore televisivo Fabio Fazio ha imposto il panciotto al posto della giacca o del pullover.