Museo dell’arte del cappello

È nato a Ghiffa, in provincia di Verbania dopo la chiusura dello storico Cappellificio Panizza. Il museo documenta il processo di fabbricazione dalla cosiddetta feltrazione al finissaggio. La feltrazione consiste nell’ottenere un manufatto compatto, non attraverso la tessitura di filati, ma utilizzando il pelo di alcuni animali — castoro, lepre, coniglio — che, mosso in presenza di umidità e di calore, ha la particolare proprietà di concatenarsi formando il feltro che, in altri termini, è un tessuto non tessuto. Può anche essere considerato una pelliccia, ricostruita senza il supporto naturale della pelle. È poroso e pertanto traspirante; è cedevole e quindi modellabile in varie forme, se convenientemente vaporizzato. Morbido e caldo può essere rasato, satinato, scamosciato, vellutato e anche tinto in vari colori. Nella seconda sezione del museo, quella dedicata al finissaggio, una schiera di macchine da cucire è disposta lungo una delle pareti: esse furono usate nel reparto di guarnissaggio e per la stampa di fodere e marocchini. È ricco il repertorio di modelli Panizza e altri di produzione americana di manifesti pubblicitari delle varie epoche, di cartelli da esporre nelle vetrine, di marchi di fabbrica.