Monroe

Marilyn (1926-1962). Attrice americana. Un’espressione ingenua e leggermente imbronciata, un biondo dei capelli che ha imposto a Hollywood una serie di replicanti, un corpo voluttuoso spesso fasciato in luccicante lamé, in rosso o in color carne, coperto di strass. Norma Jean Baker Monterson, da un’infanzia infelice costellata da orfanotrofi e famiglie adottive, ai primi apprezzamenti dei suoi compagni di scuola, al breve lavoro di modella che faceva ignorare i vestiti che indossava, fino al celebre calendario pubblicitario in cui posa senza veli: questa la sua strada per arrivare al cinema dove è già bionda e ha già abiti attillatissimi nei primi ruoli di rilievo che le vengono assegnati: sul set di All about Eve (Eva contro Eva, 1950) e di The “Asphalt Jungle (Giungla d’asfalto, 1950). Arriverà poco dopo il vestito di lamé dorato che le fascia il fondoschiena sul set di Gentlemen prefer Blondes (Gli uomini preferiscono le bionde, 1953), subito riprodotto in migliaia di esemplari. Il suo artefice è William Travilla, costumista prediletto della diva. È sempre Travilla a scegliere per la Monroe l’abito forse più famoso della storia del cinema in Seven Year Itch (Quando la moglie è in vacanza, 1955): è il vestito bianco che, sollevato da un colpo di vento sopra le grate della metropolitana, scopre gli intimi: così il personaggio di Marilyn chiamava nel film i suoi indumenti. All’indomani della sua tragica morte, la Monroe è diventata un’icona immortale dello stile. Ha contribuito alla diffusione dei tacchi vertiginosi, dei sandali effetto nudo con intrecci di stringhe sottilissime, degli scolli all’americana e del profumo Chanel Nú 5, che più volte ha dichiarato essere la sua camicia da notte preferita. Quanto agli abiti fascianti come una seconda pelle difficile dimenticare quello creato per lei nel maggio del ’62 dal costumista e stilista francese Jean Louis in occasione della festa di compleanno del presidente John Kennedy: seta color carne, dall’effetto quasi trasparente su cui brillavano minuscoli strass che rilucevano come gocce d’acqua. È stato fonte d’ispirazione per più di un creatore di moda.