MAX MARA

 

max mara
max mara
  1. Max e Co
  2. MARELLA
  3. MARINA RINALDI
  4. IL MARKETING DEL BRAND

Max Mara è un’azienda italiana leader nella progettazione, produzione e vendita di abbigliamento femminile specializzata in capospalla.

Quando nel 1951 Achille Maramotti (1927-2003) fonda a Reggio Emilia la società, esaudisce il desiderio di conferire continuità alla passione di famiglia per la moda: la bisnonna è sarta e la madre dirige per anni scuole di taglio e cucito in tutta Europa. Il nome Max Mara deriva da ‘Mara’ un diminutivo del cognome del fondatore e dal superlativo ‘Max’ usato per rafforzare il nome e dargli un suono internazionale.

Achille Maramotti è uno dei primi imprenditori a produrre abiti applicando il processo dell’industrializzazione al prodotto moda anticipando così il concetto di prêt-à-porter in un periodo in cui la moda è intesa come attività artigianale e l’idea di stile è strettamente legata a Parigi.

Maramotti è un innovatore anche nella concezione del prodotto. Specializzata nella produzione dei capi classici del guardaroba femminile con una particolare attenzione al capo spalla, sceglie come designer quei giovani creativi che diventeranno nomi di rilievo del panorama della moda internazionale. Emmanuelle Khanh, Anne Marie Beretta, Nanni Strada, Colette Demay, Karl Lagerfeld, Jean-Charles de Castelbajac, Luciano Soprani, Guy Polain, Dolce & Gabbana e Narciso Rodriguez si alternano alla direzione artistica di Max Mara e Sportmax le due linee di punta del gruppo emiliano.

Alla scomparsa di Maramotti, Cavaliere del Lavoro dal 1983, sono i tre figli, Maria Ludovica, Luigi e Ignazio a occuparsi del brand, sinonimo internazionale di produzione di alto livello e azienda storica e rappresentativa del made in Italy. Max Mara Group oggi produce oltre a Max Mara e Sportmax ventitré marchi tra i quali Sportmax Code, Weekend Max Mara, Max & Co., Marella, Pennyblack, iBlues e Marina Rinaldi.

MAX e Co.

Max & Co., linea nata nel 1986, è dedicata a un target giovane alla ricerca di uno stile personale. Il marchio Weekend nasce dall’esigenza di vestire la donna in ogni momento del suo quotidiano con pezzi pratici e funzionali. iBlues è pensato per una donna che presta attenzione al mondo della moda ma che ama uno stile classico, l’attenzione ai dettagli e un’alta qualità dei materiali.

MARELLA

Marella propone, invece, una rilettura dei grandi classici del guardaroba femminle, cappotti, giacche e tailleur. Pennyblack, nata nel 1978, è oggi uno dei marchi femminili più diffusi in Italia, in costante crescita e sviluppo in Europa, Asia, Sudamerica e Australia. Tratti distintivi della linea sono il rapporto qualità-prezzo e la capacità di soddisfare la necessità di uno stile sofisticato quanto easy-to-wear.

MARINA RINALDI

Marina Rinaldi, linea che prende il nome dalla bisnonna di Achille Maramotti che a fine Ottocento possiede e amministra un atelier di lusso nel cuore di Reggio Emilia, rappresenta una svolta nella storia del costume proponendo una collezione di moda pronta per donne dal fisico mediterraneo.

Infine Max Mara e Sportmax, ambedue nel calendario di Milano Collezioni Donna, che rappresentano la tradizione stilistica del marchio e l’eleganza la prima, un’idea di moda pratica ispirata al concetto di sportswear, come suggerisce il nome, la seconda.

In cinquant’anni di attività, all’insegna dell’alta qualità produttiva e della sperimentazione creativa e tecnologica su forme, materiali e colori, la storia dell’azienda si è intrecciata con la storia del costume italiano, traducendo in prodotti di consumo le tendenze delle élite del gusto.

Con grande intuito e spirito innovativo Maramotti chiama a creare lo stile Max Mara – linee contemporanee, alta qualità dei materiali e della produzione, fit perfetti – giovani stilisti emergenti e altri di gran nome che si alternano alla direzione creativa delle principali collezioni nel completo anonimato. Caratteristica che diventa punto di forza del prodotto e che fa di Max Mara e Sportmax trampolini di lancio per il successo di fashion designer.

IL MARKETING DEL BRAND

Grande attenzione, chiarezza e qualità anche nella creazione dell’identità attraverso la comunicazione che vede coinvolti nella realizzazione delle campagne pubblicitarie, nella direzione artistica delle presentazioni e nello styling delle sfilate i più famosi creativi e fotografi come Sarah Moon, Paolo Roversi, Arthur Elgort, Albert Watson, Gianpaolo Barbieri, Peter Lindbergh, Steven Meisel, Richard Avedon, Craig McDean, Mario Sorrenti, David Sims.

Dal 1989 Max Mara Group pubblica MM Magazine, un semestrale di moda e attualità con il quale comunicare al suo target. Stampato in 500.000 copie vede la collaborazione di importanti professionisti dell’immagine della moda internazionale ed è distribuito nei punti vendita del gruppo e in multimarca selezionati.

IL NUOVO MILLENNIO

Nel 2010 i negozi Max Mara sono più di 2000 dislocati in oltre 100 paesi. Suddivisi in sei catene di distribuzione, Max Mara, Sportmax, Weekend, Marina Rinaldi, Persona, Max & Co., Marella e Pennyblack, impiegano quasi cinquemila dipendenti.

Nel 2006 è stata inaugurata la mostra COATS! Max Mara, 55 anni di moda italiana, un viaggio nella storia della moda italiana attraverso il cappotto, capo icona di Max Mara, presso Kulturforum degli Staatliche Museen di Berlino, una delle più prestigiose istituzioni culturali di Germania.

Un viaggio nella storia della moda made in Italy, attraverso i cappotti di Max Mara e un percorso alla scoperta del design e del processo industriale che da mezzo secolo guida l’attività dell’azienda di Reggio Emilia. Dopo Berlino la mostra ha fatto tappa a Tokyo nel 2007 presso il Mori Museum e a Pechino presso il NAMOC nel 2008.

Nel 2012 l’azienda italiana chiude l’anno con fatturato  a +3% fatturando 1,3 miliardi di euro. Il trend positivo si conferma anche nel 2013 mantenendo una crescita lenta ma stabile, al 3%.

Nel 2009, la griffe chiama alla direzione creativa Ian Griffiths, stilista inglese definito dal New York Times “rocker punk”. Griffiths, in realtà, entra a far parte del team della maison reggiana nel 1987 nel ruolo di junior designer, sotto le indicazioni del direttore creativo Anne-Marie Beretta, creatrice, negli anni Ottanta, dell’iconico cappotto in cammello 101801.

Nel 2016, seguendo la tendenza londinese, Max Mara lancia la sua prima collezione pre-fall 2017 in see now-buy now, nata in collaborazione con l’artista cinese Liu Wei. Lo stesso anno, i Maramotti brindano per il fatturato del Max Mara Fashion Group che chiude con una crescita del 3,6% del fatturato a quota 1.43 miliardi di euro con un netto utile del 29,8% a 109,2 milioni.

È il 2017 quando Griffiths rilancia il Teddy Bear – creazione datata anni ’80 – , cappotto in tessuto di peluche realizzato con fibre nobili sviluppate in fabbriche tedesche di giocattoli per bambini. Nel dicembre del 2018 il capospalla viene premiato con il “Best of the Best 2017”: importante riconoscimento, indetto da Robb Report Cina nel 1989, che premia le aziende del lusso.

Nel 2018 Max Mara Finance diventa SAFE, acronimo di Società Anonima Finanziaria Emiliana. Al suo interno sono stati trasferiti alcuni asset del gruppo di Maramotti, tra cui Max Mara Fashion Group e Cofimar. Nello stesso anno, l’azienda chiude con un fatturato di quasi 1,6 miliardi di euro in crescita del 25%, con un utile a 293,3 milioni.

Nel 2020, il gruppo conta 23 marchi e 5.600 dipendenti.