Gulp

Fu inaugurata nell’aprile del 1964. Era in via Santo Spirito e divenne punto di riferimento per i giovani degli anni ’60. Qui la stilista-titolare, Gabriella De Marco (sua alleata fu la scultrice Amalia Del Ponte che arredò il negozio con luci psichedeliche, pareti a strisce di colori ondulati e scatole di cartone come armadi, un juke box, un bar), si fece portavoce delle nuove tendenze, realizzando in una piccola sartoria artigiana creazioni che si affermarono velocemente. "Le mini", scrisse Maria Pezzi in una rievocazione per Donna, "più ardite delle yé-yé che cominciavano all’ombelico e finivano una spanna sopra il ginocchio, i pantaloni da marinaio che, in seguito, arrivarono anche all’alta moda e alla jeanseria come "zampa d’elefante"; la pelle, la prima pelle "anticlassica" che Sylvie Vartan e Johnny Hallyday facevano trionfare ai raduni oceanici di Les Copains; le bluse e le magliette figurative o geometriche fatte a mano." Nel ’66 alcuni miniabiti indossati da modelle per la prima della Scala scandalizzarono. Gulp era anche la moda preferita da molte star dello spettacolo, da Caterina Caselli a Mina, da Ornella Vanoni a Carla Fracci. Ancora oggi questo nome è sinonimo di stile personale fuori dalle mode. Il suo cavallo di battaglia: le bluse, spesso ispirate alle avanguardie artistiche.