Fortuny

Mariano (1871-1949). Creatore di stoffe e di moda. Il suo nome è legato al celebre plissé inventato e brevettato nel 1909. È l’antesignano delle nuove tecniche di plissettatura permanente collaudate da stilisti come il giapponese Miyake. Figlio d’arte (il padre, Mariano y Marsal, era un celebre pittore spagnolo) Fortuny, nato a Granada in Spagna, di casa a Venezia dal 1889, è passato alla storia per molte altre idee scaturite dalla sua genialità di pittore, fotografo e couturier. Gli studi di pittura in Spagna e quelli di chimica e tecniche di tintura in Francia e Germania lo portarono a osservare le suggestioni della luce diffusa e a dipingere sui tessuti creando scenografie per il teatro e per il melodramma. Il passo verso la moda fu naturale con la creazione di abiti a pieghe e mantelli in tessuti di seta colorati con tinture vegetali che conferivano ai materiali l’aspetto sontuoso dei velluti. Dagli inizi del ‘900 fino agli anni ’30, Fortuny collaudò tecniche di illuminazione del palcoscenico e processi di stampa con una rara prolificità: circa 20 brevetti registrati a Parigi mentre la sua fama cresceva fra i personaggi più in vista dell’epoca che indossavano i suoi vestiti sia nella vita sia sulla scena: Isadora Duncan, Eleonora Duse, Sarah Bernhardt, Peggy Guggenheim, Emma e Irma Gramatica. La passione per le forme lo portò a reinterpretare pezzi etnici come kimono, burnus, djellabah, sari, dolman decorati talvolta con perline di Murano in colori delicati. Famose alcune originali proposte: l‘Abito di Delfi, un cilindro di seta plissettato stretto in vita da una cordicella e la sciarpa Knossos ispirata all’arte delle isole Cicladi. Nella Recherche du temps perdu, Proust scrive: “Gli abiti di Fortuny, fedeli all’antico ma straordinariamente originali”. Delle sue opere, dei vestiti e degli oggetti di arredamento rende oggi degna e memorabile testimonianza il Museo Fortuny a Palazzo Orfei, Venezia.