Fili

Rivista mensile con modelli, disegni, istruzioni per l’esecuzione di lavori d’ago, di maglia, d’uncinetto e ricamo, pubblicata nel gennaio 1934 a Milano dalla casa editrice Domus di Gianni Mazzocchi, per la direzione di Emilia Rosselli Kuster sino a quando lo permisero le leggi razziali. Nasce con l’intento di “liberare la donna italiana dalle influenze della moda straniera”. Vi collaborarono Alina e Maria Luisa di Ricaldona, Pia di Valmarana, Wenter Marini, Sandra Zelaski Gui, Giuseppina Perti Baragiola. Tra i supplementi: Fili-Moda, che nel gennaio ’42 diventa un mensile di moda pratica diretto da Paola Moroni Fumagalli, e il semestrale di moda per l’infanzia Fili-Bimbi, diretto da Emma Robutti. Il regime imponeva ai sarti di ispirarsi ai costumi regionali. Fili-Moda si adeguò, affidando, al disegno e alle didascalie di Maria Pezzi, una serie di doppie pagine che si rifacevano alle fogge e ai colori dei costumi sardi e liguri. “La direttrice”, ha raccontato Maria Pezzi, “era una donna assai intelligente. Fare un giornale di moda, con quei chiari di luna e in quel clima, non era facile. Oltre alle invenzioni folkloriche, suggerivo come trasformare un vecchio mantello, come riciclare i residuati degli armadi d’anteguerra e proponevo abiti, giacche, gonne, prendisole di mia creazione”.