Ingeo

Nuova fibra rivoluzionaria della società statunitense Cargill Dow Llc (Minnesota), specializzata nel settore fibre e polimeri con un giro d’affari di 65 miliardi di dollari. Lanciata nel gennaio 2003, Ingeo ha richiesto 14 anni di sperimentazione e un investimento di 750 milioni di dollari. La fibra è realizzata su licenza da aziende leader nel mondo (14 all’inizio). Grazie a un accordo con la Far Eastern Textile di Taiwan (che fa parte del Far Eastern Group), verranno realizzati articoli di abbigliamento con il marchio Ingeo, che saranno in vendita nell’estate 2004. È la prima fibra sintetica al mondo, derivata al 100 per cento da risorse naturali rinnovabili annualmente (fra cui il mais) e ha le stesse prestazioni delle fibre sintetiche derivate dal petrolio. L’unica tecnologia in grado di combinare sviluppo economico e responsabilità sociale e ambientale: con un processo di fermentazione si trasformano gli zuccheri vegetali (per ora derivati dal mais e in seguito da altri materiali di scarto come erba, giornali ecc.) in acido lattico e poi si polimerizzano per ottenere la fibra. Il nome (derivato dal greco) sta per “ingredienti naturali della terra”: il processo di produzione di Ingeo raccoglie il carbonio che le piante prelevano con la fotosintesi dall’aria, evitando lo spreco di carbonio tratto dalle riserve limitate di petrolio. Nell’aprile 2003, Cargill Dow ha siglato un accordo con Toray Industries, leader internazionale delle fibre e dei tessuti che opera in 19 paesi. Toray avrà la licenza della tecnologia, la fornitura di materie prime, il marchio Ingeo e relativi prodotti da vendere in vari paesi, tra cui Giappone ed Europa. Altro accordo in maggio con l’italiano Radici Group, che ha iniziato nel 1946 con tessuti d’arredamento ed è una multinazionale in oltre 15 paesi con fatturato di 1.530 milioni di euro, 7.000 dipendenti e 60 stabilimenti. L’accordo permette a Radici di produrre fili continui, sia greggi che tinti, con il marchio Ingeo.