Daché

Dopo l’apprendistato dalla parigina Caroline Reboux, ha lavorato esclusivamente a New York, aprendo un atelier sul finire degli anni ’20 e, sino agli anni ’60, facendosi portavoce della moda europea, per quel che riguarda i cappelli da donna: comprava i modelli a Parigi e li riadattava secondo il gusto americano. Parallelamente, disegnava sue collezioni ispirandosi ai copricapi di lontane etnie africane e asiatiche. Ha vestito le teste di Betty Grable, di Marlene Dietrich e di Jacqueline Kennedy. Si è ritirata nel ’69. Ha pubblicato i libri Talking through my Hat (’46) Lilly Daché’s Glamour Book (’56).