Tacco

“Non so chi abbia inventato il tacco alto, ma le donne gli devono molto”, ha affermato Marylin Monroe. Sicuramente è, con la punta, l’elemento determinante di ogni modello. Catalizzatore d’attenzione, responsabile dell’andatura, irresistibile spazio creativo di ogni stilista, il tacco è, nonostante la posizione, particolarmente guardato e ammirato. Le definizioni più comuni sono: a campana o svasato quando la forma ricorda una clessidra, più o meno accentuata; Luigi XV quando è alto e la parte posteriore particolarmente concava. Il tacco a spillo ne è un’esasperazione, ha forma assai affilata e appoggio piccolo. Il tacco a cono ha l’aspetto del solido rovesciato, quello cubano è ricoperto di pelle e il tacco a zeppa si congiunge alla suola e ne diventa parte integrante. Esibiscono tacchi sempre diversi e creativi Manolo Blhanik e René Caovilla dimostrando che si può ancora inventare qualcosa in questo campo. Tacchi famosi? Quello a mappamondo delle Sorelle Fontana (1940), quello a gabbia in ottone del sandalo Calipso che Salvatore Ferragamo presentò a Londra nel 1955, in occasione di un’esposizione al Tea Centre di Londra, e il tacco a campana disegnato per l’opera The Golden Shoe Bob nel 1956 da Andy Warhol.