Pietroni Paolo

(1940). Giornalista. Due volte direttore di Amica, dal ’74 al ’79 e dall’82 all’88. Una carriera in casa Rizzoli, dove fin dall’inizio s’impone per le sue idee innovative. Se nella prima esperienza, fiutando il mercato, aveva fatto un giornale fortemente sensibile all’ondata del femminismo di quel periodo, all’inizio degli anni ’80, riprendendone le redini ne rivoluziona contenuti e target orientando il giornale in tutt’altra direzione. La donna a cui si rivolge, spiegherà in un’intervista “sente di essere unica al mondo, irripetibile, e se incontra un’altra donna con lo stesso modello firmato sente che il suo è diverso perché è lei a portarlo”. Nel 1985 fonda Max, mensile Rcs, un femminile per maschi con alte aspirazioni estetiche: personaggi che fanno moda, miti o quasi del mondo dello spettacolo (cinema più che Tv), foto esclusive e aggressive, un po’ sbilanciate verso una sessualità troppo libera e, spesso, ambigua, per il pubblico. Il risultato: dalle 80 alle 100 mila copie diffuse nei primi anni; una vendita anche in Francia, Germania e Grecia. Ancora un’idea rivoluzionaria la partorisce nell’87, quando inventa Sette, il settimanale del Corriere della Sera, concepito come un canale di promozione e riciclaggio informativo per tutte le testate Rizzoli con l’aggiunta di grandi servizi di immagini che sappiano accattivarsi al meglio il pubblico più disparato. È il cavallo vincente che consente al Corriere di riagguantare e tenersi ben stretto il primato sul concorrente la Repubblica, che in tutta fretta farà uscire, qualche settimana dopo Il Venerdì. Dopo l’esperienza di direzione dello Specchio, supplemento della Stampa, Pietroni è chiamato a coprire il posto di direttore editoriale dei periodici Class Editore.