La Merveilleuse

Celebre casa di confezione torinese fondata da Giuseppe Tortonese nel 1912, all’indomani quindi della grande Esposizione del 1911 al Parco del Valentino, in cui i padiglioni che riguardavano la moda accolsero la migliore produzione degli atelier del capoluogo subalpino, in un clima per il quale Gillo Dorfles parla di affermazione dello Zeitgeist — lo spirito del tempo — quando cioè una simbiosi particolare fra arti visive, design, moda, riesce a creare uno stile che fa epoca. Fin dalla sua apertura, la maison tocca l’apice del successo con le sue famose camicette, richieste in tutta Italia: produzione annua 30 mila capi, tanto che l’azienda deve darsi un secondo negozio a Torino e una filiale a Roma, in via Condotti. Con le sue sartorie di lusso e le tante ditte di confezioni, Torino era considerata la capitale nazionale della moda. Nel secondo dopoguerra, la casa, come sempre all’avanguardia, avvia un suo prêt-à-porter che serba del proprio stile la sobrietà e la pratica eleganza. Ma la moda boutique, il primo vero made in Italy da Firenze, da Palazzo Pitti nel mondo, sta mutando il gusto. Stanno per debuttare gli stilisti pronti ad allearsi alla fabbrica. La casa torinese, dopo alterne vicende, cessa la sua attività alla fine degli anni ’60.