Costume da bagno

Per le donne può essere intero, a due pezzi più o meno ridotti come il bikini o solo una mutandina: il tanga. Per l’uomo è a slip o a calzoncino, più o meno aderente e lungo. Fa la sua apparizione nella seconda metà dell’800, quando dalle tradizionali vacanze in campagna si osa approdare sulle spiagge. Ancora coperti però: per le donne tuniche poco scollate su lunghi calzoni stretti alla caviglia, per gli uomini tute aderenti in maglina rigata, a canottiera, lunghe sino alle ginocchia, quasi sempre in lana, materiale ritenuto più adatto ad assorbire l’umidità. Negli anni ’20 continuano a essere pudichi. Tutto cambia negli anni ’30 con la moda dei “bagni di sole” considerati necessari alla salute. Come prendisole in maglia di cotone leggero, un accenno di schiena nuda, un breve calzoncino, lo indossavano per giocare a volano le signore sulle spiagge di Deauville e Biarritz. È un francese, Louis Réard, che nel luglio 1946 presenta nella sua collezione un due pezzi piuttosto audace. Lo chiama bikini (dal nome di un atollo del Pacifico dove in quei giorni hanno avuto luogo i primi esperimenti nucleari a idrogeno), in quanto è considerato esplosivo appunto come la bomba atomica. A metà anni ’60 è di moda un monobikini di taglia molto ridotta, solo un triangolo davanti e sul dietro: una stringa che passa in mezzo alle natiche. È il tanga, uno slip di origine brasiliana.