Civiche Raccolte d’Arte Applicata

Milano, Castello Sforzesco. Il settore abbigliamento e tessuti nasce tra il 1904 e il ’14. I primi abiti vengono comperati, mentre la collezione di accessori ha inizio con la scoperta di calzature del ‘500 e del ‘600 nelle fondamenta del Castello durante le opere di restauro. La raccolta include abiti, ricami, paramenti sacri e tessuti (più di 2 mila, dai copti agli esempi di tessitura industriale del XX secolo) di vario genere. L’entusiasmo dell’avvio del museo portò ad attribuzioni oggi considerate errate. Ad esempio, il nucleo di abiti neoclassici che si credette provenisse dal guardaroba di Elisa Bonaparte Baciocchi. I bombardamenti su Milano della seconda guerra mondiale distrussero parte del patrimonio. Nel ’72 la storica del costume Rosita Levi Pisetzky riaccende l’interesse civico per la raccolta regalando la sua collezione privata e innescando così altre donazioni, corroborate da importanti acquisti da parte del Comune: le collezioni Mora, Regazzoni, Fortuny e, nell’88, un vasto repertorio di moda milanese degli anni ’30 e ’40. Interessante il fondo di abiti folcloristici che provengono per lo più dall’Esposizione Industriale di Milano del 1881. Accanto agli spazi che ospitano, un po’ alle strette, gli armadi e gli archivi, opera la Raccolta di Stampe Bertarelli che contiene molto materiale relativo alla moda.