Yamamoto Yohji
Brand e Fashion designer,  Y

Yamamoto, Yohji

Yohji Yamamoto è uno stilista giapponese nato nel 1943. Si laurea in legge all’Università di Keio nel 1966 e decide di proseguire i suoi studi in Fashion Design al Bunka Fashion College. È del 1972 il suo debutto nel prêt-à-porter femminile con il marchio Y’s. Nel 1977 sfila a Tokyo e nel 1981 abbandona la capitale giapponese per sfilare a Parigi. Qua, insieme a Rei Kawakubo di Comme des Garçons, dà il via alla rivoluzione decostruttivista che porterà a un cambiamento radicale nella moda contemporanea. La collezione provoca uno shock tra gli addetti ai lavori, e la stampa specializzata la battezza “moda post-atomica”: gli abiti, costruiti con tagli indefiniti e grandi squarci, evocano il pericolo atomico.

Nell’83, sempre a Parigi, con una collezione ispirata al pauperismo dà il via all’influenza dell’estetica orientale sulla moda europea. Il suo decostruttivismo e il senso di impellente precarietà, di distruzione e ricostruzione, si unisce a una ricerca sui tessuti tipicamente giapponese dove fibre nobili e materie man-made definiscono in maniera eccellente il purismo strutturale delle forme degli abiti. Questi sono il punto di partenza progettuale ed estetico per una nuova generazione di stilisti che, dalla metà degli anni Ottanta, rinnova i canoni della moda europea. Recentemente il designer ha dichiarato: ”Sono nato in una Tokyo bombardata. Probabilmente queste sono le mie radici, Tokyo distrutta. Sono attratto dal lato oscuro della vita dall’inizio della mia carriera”.

Yohji Yamamoto: pioniere di una generazione di designer giapponesi

Yamamoto è il pioniere di una generazione di designer giapponesi capaci di rivoluzionare, con la compostezza orientale, secoli di costume europeo. La scomposizione dei volumi occidentali è il principale merito dell’innovazione del giapponese che oggi produce quattro collezioni che portano il suo nome e tre collezioni frutto di collaborazioni con altri marchi. Una su tutte la collaborazione con il brand sportivo Adidas. Con loro ha dato vita alla famosa linea di sportswear di lusso Y-3 presentata per la prima volta nel gennaio del 2002 in occasione di Pitti Uomo a Firenze; attualmente la collezione sfila regolarmente durante la settimana della moda di New York.

Le iconiche Adidas Original nella collaborazione con Yohji Yamamoto

Ma il genio di Yamamoto è stato fondamentale anche nelle collaborazioni con Hermès, Mikimoto e Mandarina Duck. Diversi elementi contribuiscono a rendere l’estetica del designer giapponese unica nel suo genere e apprezzata da più di vent’anni in tutto il mondo. Ad esempio lo spirito avanguardistico, la tradizione giapponese e l’attenzione alla storia del costume occidentale, le ampie silhouette e l’uso del blu e del nero. Persino il regista Wim Wenders gli ha reso omaggio con un documentario intitolato Appunti di moda e di viaggio nel 1989, dedicato alla vita e alla carriera dello stilista.

L’azienda a Tokyo di Yohji Yamamoto

Nonostante il solido legame tra il designer e Parigi, la sede dell’azienda è sempre rimasta Tokyo in un palazzo-atelier dove all’inizio della sua attività ha lavorato anche sua madre, sarta e sua prima maestra. Anche la figlia di Yamamoto, Limi Feu, ha deciso di intraprendere la carriera del padre, riscuotendo successo e sfilando a Parigi, nel 2007. Nell’ottobre del 2009 la Yohji Yamamoto Inc. viene dichiarata in bancarotta dalla corte di Tokyo. L’azienda viene rilevata dalla società Integral Corporation, che si è impegnata a rifinanziare e gestire il patrimonio, la produzione e la distribuzione dell’azienda del designer. Yohji Yamamoto rimane alla guida del suo brand, le sue collezioni uomo e donna continuano a sfilare a Parigi.

Nel marzo 2011 il prestigioso Victoria & Albert Museum di Londra ha dedicato una retrospettiva al lavoro del designer giapponese; sempre nel 2011, a siglare un decennio di collaborazione tra Yamomoto e Adidas è stato realizzato il film documentario This is My Dream, diretto da Theo Stanley, che ha lavorato con il fotografo di moda Bruce Weber e con l’artista Chiara Clemente. Il film segue il designer nei due mesi che precedono la realizzazione della collezione primavera/estate 2010.

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