Andy Warhol
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Warhol, Andy

La carriera di Andy Warhol (Pittsburgh, 6 agosto 1928 – New York, 22 febbraio 1987) inizia a New York negli anni Cinquanta come illustratore di moda per prestigiose riviste, come Vogue e Harper’s Bazaar.

Sebbene però la sua attività nell’industria culturale inizia come critica al consumismo con la Pop Art, il suo amore per la moda non si esaurì mai del tutto. 

Nel campo dell’editoria di moda, nel 1969 fondò la rivista Interview con Gerard Malanga. Una raccolta di interviste ed articoli dedicate non solo al mondo della moda, ma anche all’arte e celebrità del momento. Grazie alla rivista, l’artista ebbe le porte aperte dei circoli più esclusivi del jet-set newyorkese e la possibilità di gravitare attorno alle maggiori personalità nel settore della moda: da modelle famose a noti marchi del settore. 

Andy Warhol nel settore della pubblicità:

Warhol nel settore della pubblicità ha composto tre raccolte di serigrafie con il tema delle scarpe. Queste sono: Golden ShoesÀ la Recherche du Shoe Perdu e Diamond Dust Shoes.

L’obiettivo era far diventare le calzature da un tipico oggetto del quotidiano un’opera d’arte. Per questo motivo, le scarpe femminili da lui rappresentate sono ricche di dettagli preziosi. Inoltre, ciascuna scarpa è accompagnata da una didascalia (opera dallo scrittore Ralph Pomeroy e scritta con la calligrafia infantile ma allo stesso tempo ricercata dalla madre dell’artista, Julia Warhola) che rivisita un detto o una frase celebre mettendovi come soggetto le scarpe. 

Serie di calzature femminili, anni ’50, nella collezione del The Museum of Modern Art, New York

La moda prende ispirazione dalla Pop Art: 

Diversi designer si sono ispirati alle celebri opere pop di Andy Warhol per le loro collezioni, celebrando i temi, i colori ed il vocabolario della Pop Art.

La serie di 32 lattine di zuppa Campbell che fece scalpore alla mostra del 1962 è diventa una delle sue immagini più famose. Un’immagine immediatamente riconoscibile e per certi versi unica.

Tra gli stilisti influenzati dall’iconico immaginario Pop: Jean-Charles de Castelbajac, autore a metà degli anni Sessanta dell’abito Soup Can.

Abito Soup Can di Jean-Charles de Castelbajac

Collezione Moschino ispirata a Warhol:

Anche Jeremy Scott ha presentato per Moschino diverse collezioni che riprendono lo stile dell’artista Pop. Si tratta della collezione di Moschino del 2014 con pattern a tema McDonald’s e la collezione uomo del 2013 presentata a Milano dedicata ai grandi marchi di detersivi ed igiene domestica.

Collezione Moschino 2014, ispirata a McDonalds

Diane von Furstenberg x Andy Warhol: Pop Wrap Collection

La designer Diane Von Furstenberg, grande amica di Andy Warhol, nota per aver disegnato il celebre wallet dress, nel 2014, ha ideato la collezione “Pop Wrap”: una celebrazione dei suoi abiti e delle iconiche immagini pop tipiche dello stile di Warhol.

Diane von Furstenberg x Andy Warhol: Pop Wrap Collection

Tra i capi proposti, il più iconico è l’abito DVF “Twig” con il simbolo del dollaro di Warhol sulla gonna, oltre ad altre varianti con i “Flowers” creati dal re della Pop Art nel 1964.

Warhol ed il volto di Marilyn Monroe:

Il volto di Marilyn Monroe riprodotto in stile Pop Art continua ad affascinare le generazioni di appassionati d’arte. Un’immagine iconica capace di lasciare il segno anche nel mondo della moda. A questo proposito, la collezione Versace del 1991 intitolata proprio “Pop Art” presenta un abito stampato con il volto di Marilyn e incastonato di pietre preziose. Si tratta di uno dei pezzi più belli di sempre, oggi esposto al Met Museum.

Gianni Versace, Collezione Primavera-Estate 1991.
Gianni Versace nella collezione Primavera/Estate 1991 rende omaggio a Warhol
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