Brand e Fashion designer,  V

Valentino

Valentino. Monsieur Valentinò, al secolo Valentino, Clemente, Ludovico Garavani, nasce a Voghera (Milano) l’11 maggio 1931.

Stilista italiano di fama mondiale. Osannato dalle grandi dive di Hollywood degli anni Cinquanta; dalle principesse della ricca aristocrazia romana e, su tutte, da Sua Maestà l’imperatrice Farah Pahlavi dell’Iran (Farah Diba), grande amica e musa del couturier.

Le origini

Fin da piccolo è attratto dal mondo della moda e dalla creatività sartoriale. Questa caratteristica emerge nitida persino nella sua prima creazione: un abito che realizza per la zia Rosa. Lei, proprietaria di un negozio di passamanerie a Voghera, luogo speciale per il giovane Valentino, che ama trascorre lì la maggior parte del suo tempo libero. Frequenta una scuola di figurino a Milano e contemporaneamente studia francese alla Berlitz School.

Gli studi

Sul finire degli anni Quaranta arriva a Parigi, quella che diventerà la sua seconda dimora. Studia stilismo all’École de La Chambre Syndicale de la Couture Parisienne. Verso la metà degli anni Cinquanta entra come collaboratore nella casa di moda di Jean Dessès, dove lavora fino al ’55. Poi passa da Guy Laroche, fino al ’57, anno in cui torna in Italia per aprire, con l’aiuto del padre, un atelier a Roma in via Condotti.

Il debutto

Julia Roberts in abito Vintage Valentino

Il suo debutto avviene proprio a Roma, ed è un vero fiasco. Neppure un abito venduto. In quegli anni, conosce Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura, che sarà il suo manager, il suo amministratore, il suo uomo di comunicazione e il suo più grande amore.

Nel ’62 sfila a Firenze, nella celeberrima Sala Bianca di Palazzo Pitti. I suoi abiti riscuotono un successo senza precedenti. Dopo nemmeno un’ora, quasi tutti i compratori presenti hanno acquistano l’intera collezione. Da quel momento in poi i suoi successi si susseguono stagione dopo stagione.

Nel ’67 gli viene conferito a Dallas il Premio Neiman Marcus, equivalente, nel mondo della moda, all’Oscar cinematografico. Nello stesso anno disegna le divise per gli assistenti di volo della Trans World Airlines e presenta la prima collezione Valentino Uomo.

Nel ’68 inizia a usare come marchio distintivo delle sue creazioni la celebre “V”. Nello stesso anno, ormai entrato a far parte dell’Olimpo dei più grandi disegnatori di moda del mondo, disegna l’abito da sposa per le nozze di Jacqueline Bouvier (Jackie Kennedy) con Onassis.

Gli americani impazziscono per questo italiano diventato re della moda in poco tempo”, scrive il Women’s Wear Daily (il trade-magazine di moda più autorevole al mondo). Sempre nel 1968 (e così sarà fino a oggi) decide di presentare a Parigi le sue collezioni di prêt-à-porter donna, e dal 1989 anche i suoi modelli di Haute Couture.

Gli anni Settanta

Dagli anni Settanta in poi inaugura, nelle vie più prestigiose di New York, Parigi, Ginevra, Losanna e Tokyo, le sue boutique monomarca. Viene creato anche un profumo che porta il suo nome. Nel 1991 si aggiunge Vendetta, la seconda fragranza femminile firmata Valentino.

Negli anni Ottanta affida alla Italiana Manifatture SpA dei fratelli Castelletti di San Benedetto del Tronto la produzione e distribuzione mondiale delle seconde linee: Valentino Jeans, Oliver, Valentino Junior e 18:18.

Nel 1985 riceve dal Presidente della Repubblica Italiana la decorazione di Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito e nel 1986 il titolo di Cavaliere di Gran Croce.

La Fondazione L.I.F.E.

Nel 1990, insieme a Giancarlo Giammetti, dà vita alla Fondazione L.I.F.E.. Una Onlus che si propone di combattere l’Aids mediante campagne di informazione, supporto ai parenti degli ammalati e incentivazione della ricerca.

Due anni dopo la nomina di Cavaliere del Lavoro (1996), non con poco rammarico, Valentino vende per 500 miliardi di lire il marchio alla casa tedesca HDP (Holding di Partecipazioni Industriali, gestita da Maurizio Romiti) . Il fatturato annuo della maison si aggira attorno ai 1200 miliardi di lire).

Gli anni 2000

Nel 2001 decide di celebrare i suoi quarant’anni di attività a Los Angeles. La festa, a scopo benefico (raccoglie fondi per Child Priority) è organizzata insieme a Steven Spielberg, Kate Capshaw, Tom Hanks e Rita Wilson. Durante la serata viene presentato Il libro rosso di Valentino (a cura di Franca Sozzani).

Sfilata evento a Roma per il 45° anniversario dalla fondazione del marchio

Il manuale contiene le immagini di 40 donne (tra le quali Ashley Judd, Ines Sastre, Isabella Rossellini, Kate Moss, Milla Jovovich) vestite “in rosso Valentino”. Tutte ritratte dai fotografi più importanti del momento.

Nello stesso anno, a marzo, Julia Roberts ritira il suo Oscar in “vintage” Valentino e splende di seta nera su tutti i mass media del mondo; ancora una volta Mr. Valentino detta le linee guida delle tendenze, questa volta attraverso la scelta di un abito d’archivio.

A febbraio del 2002 rappresenta l’Italia, la storica e rara capacità del suo Paese di sublimare creatività e artigianato con gusto e superiore eleganza, durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Salt Lake City, trasmessa in mondovisione.

Nel marzo dello stesso anno, dopo mesi di trattative e voci di corridoio, la HDP cede la storica griffe romana al gruppo Marzotto.

Il passaggio avviene per un importo pari a 240 milioni di euro, comprensivo dei debiti finanziari accumulati negli anni (204,4 milioni di euro al 31 dicembre 2001). Con un accordo di licenza triennale, la comasca Albisetti rileva i diritti di produzione e distribuzione a livello mondiale delle collezioni intimo (Valentino Intimate) e mare uomo-donna (Valentino Sand).

Le nuove linee

Le nuove linee esordiscono a Lingerie Americas, la prima manifestazione di settore organizzata negli Stati Uniti, riscuotendo un ottimo successo: rappresentano senz’altro i primi frutti del nuovo corso.

Il bilancio del 2003 si chiude in positivo, Marzotto fa registrare un aumento dell’1.8% sul fatturato e lancia la prima linea di orologi della casa, Valentino Timeless. A questa si aggiunge la linea giovane di prêt-à-porter, Valentino R.e.d. (Roman Eccentric Dressing).

Il progetta reinterpreta i suoi inconfondibili moduli atemporali, come quelli dei jeans, ma anche dei suoi pezzi più classici come i corti cappotti “Jackie” o il “V Logo” del 1968. A maggio dello stesso anno Valentino, con una serie dei suoi abiti “cult”, partecipa alla mostra My favorite dress al Fashion & Textile Museum, museo londinese della moda. L’esposizione è voluta dalla stilista Zandra Rhodes nel quartiere di Bermondsey, a sud del Tamigi.

La gioielleria di Valentino

Il successo della linea di time pieces spinge il marchio a proporre, nel 2004, anche una linea di gioielleria. Il 2005 si apre con il debutto della fragranza V Valentino, creata in collaborazione con Procter & Gamble.

Successivamente la diversificazione dell’offerta del brand si espande a trecentosessanta gradi. Viene siglato un accordo di licenza con la spagnola Pronovias per la produzione e commercializzazione di una linea di abiti da sposa. E ancora una partnership con Arnolfo di Cambio (azienda toscana leader nella lavorazione e produzione di oggetti in cristallo) per la creazione di una linea per la casa dedicata all’Art de la Table.

Intanto consistenti riorganizzazioni societarie coinvolgono la Valentino S.p.A. e le sue controllate. Queste manovre danno origine al Valentino Fashion Group (VFG), che vede la luce a fine anno. A inizio 2006 Matteo Marzotto diventa presidente della Valentino S.p.A.

La carica di amministratore delegato va a Stefano Sassi.

Nel luglio 2006 Valentino riceve per mano del presidente Nicolas Sarkozy la Légion d’honneur, la più alta onorificenza della Repubblica francese.

Dopo l’importante riassetto del gruppo, il 2007 è dedicato a grandiosi festeggiamenti per i nove lustri di attività del maestro. Una retrospettiva intitolata Valentino a Roma: 45 anni di stile è inaugurata all’Ara Pacis, in concomitanza con le sfilate d’Alta Moda di luglio. P

Prevedibilmente, in settembre viene annunciato l’addio alle passerelle dello stilista: a ottobre sfila a Parigi la sua ultima collezione, tra standing ovation e commozione generale.

L’arrivo di Alessandra Facchinetti

La primavera/estate 2009 firmata Facchinetti

L’erede designata è Alessandra Facchinetti, reduce da una collaborazione con Gucci e con Moncler Gamme Rouge. La collezione maschile, affidata a Ferruccio Pozzoni, debutta nella Ville Lumière. Valentino intanto si concede un ultimo bagno di folla con la sfilata Haute Couture di gennaio al Musée Rodin.

A fine 2008 viene annunciata la fine della collaborazione tra Alessandra Facchinetti e la maison.

L’era Piccioli e Chiuri

Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, già creatori della linea di accessori della griffe, assumono anche la direzione creativa delle collezioni donna Haute Couture e prêt-à-porter. Nel 2009, a conclusione della collaborazione con Ferruccio Pozzoni, anche la linea di prêt-à-porter uomo.

Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli

Una creatività, la loro, che ha fin da subito riscontri positivi e riceve l’approvazione unanime di tutti i protagonisti del mondo della moda. Star di Hollywood, socialite e fashion leader indossano e apprezzano le loro creazioni.

Una leadership forte e un approccio alla creatività di moda profondamente aziendale costituiscono gli ingredienti del successo di Piccioli e Chiuri che, affiancati da un talentuoso team interno di designer, valorizzano al meglio l’iconico stile Valentino.

La moda di Valentino si propone come la rappresentazione di un sogno di bellezza e di stile. L’espressione più piena di questo ideale è sicuramente la Haute Couture, origine e grande fucina per la ricerca e lo sviluppo creativo di tutte le collezioni Valentino, dal prèt-à-porter agli accessori, ai profumi.

Per Valentino, l’alta moda ha sempre significato precisione del taglio, dei drappeggi, attenzione ai dettagli e alla scelta degli accessori. Un’espressione della più alta tradizione creativa e artigianale italiana. Must inconfondibili del mondo Valentino: il logo, V, simbolo dell’unicità della sua moda, e il rosso, segno di libertà creativa, dell’incontro con la sensualità e la femminilità.

Il suo è il rosso dei papaveri (stampati spesso sugli abiti), degli ambienti, delle donne vestite di cotone rosso d’estate, della sua Spagna, ma anche della Cina. Poche sono le donne che hanno saputo resistere al fascino degli abiti firmati Valentino, sintesi di lusso e grazia, modulati con modernità. Da Liz Taylor a Sophia Loren, da Nancy Reagan a Sharon Stone, è infinita la lista delle celebrità che il Maestro ha vestito nel corso della sua carriera. Il suo estro vulcanico, costantemente rivolto al servizio della donna e di un’eleganza misurata e raffinata, ha lasciato un segno indelebile, oltre che nel mondo della moda, anche e soprattutto nella storia del costume del Ventesimo secolo.

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