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Tod’s Spa

Tod’s Spa, la holding di Diego della Valle che controlla Tod’s, Fay, Roger Vivier e Hogan

Tod's spa
Vetrina Tod’s

Indice

  1. Le origini.
  2. Diego Della Valle entra nell’azienda.
  3. Nasce la Tod’s S.p.A.
  4. Hogan.
  5. Fay.
  6. La produzione.
  7. Il gommino Tod’s.
  8. Fatturato e investimenti nei primi anni 2000.
  9. Entrata in BNL.
  10. Espansione e collaborazioni.
  11. Gli anni recenti.
  12. Situazione attuale.

Tod’s Spa è una holding operativa quotata alla Borsa di Milano dal novembre 2000, cui fanno capo i marchi Tod’s, Hogan e Fay. Il presidente, amministratore delegato e azionista di maggioranza è Diego Della Valle; vicepresidente il fratello Andrea Della Valle.

Le origini di Tod’s Spa

Le origini della Tod’s Spa risalgono ai primi anni del Novecento, quando Filippo Della Valle, il nonno di Diego, fonda una piccola impresa di scarpe.

“La mia è sempre stata una famiglia dove il cuoio l’ha fatta da padrone. Mio nonno Filippo faceva il calzolaio, lavorando nella cucina di casa, aiutato prima da mia nonna e poi dai sei figli man mano che crescevano. Due volte alla settimana, papà (Dorino), l’addetto alla produzione, e zio Pasquale, il responsabile commerciale, si recavano di notte (in bici o in treno merci per risparmiare quattrini) a Pescara, Forlì e Bologna per vendere le produzioni ai grossisti che servivano le bancarelle.” Diego Della Valle

Alla fine degli anni Sessanta, papà Dorino si mette in proprio, aiutato dalla moglie. Nasce il Calzaturificio Della Valle di Sant’Elpidio a Mare, un paese delle Marche.

“Mia madre, Maria Micucci- continua Diego Della Valle- cuciva suole e tomaie, facendomi dormire nelle ceste delle scarpe per tenermi d’occhio.”

Diego Della Valle entra nell’azienda

Dizionario della Moda Mame: Tod's. Diego Della Valle
Diego Della Valle

In quel periodo la cucina si trasformava in una piccola fabbrica. Diego debutta in azienda negli anni Settanta, dopo aver tentato gli studi universitari alla facoltà di legge, con scarso successo.

“In effetti la poca voglia di studiare è sempre stata una malattia di famiglia. Così rientrai a casa e cominciai a collaborare con mio padre.”

Via via, assume maggiori responsabilità in seno al calzaturificio che produceva, allora, scarpe per sole donne. Nel 1979 riceve il testimone. All’inizio degli anni Ottanta lancia i primi mocassini Tod’s.

Nasce la Tod’s Spa

Nel 1986 Diego Della Valle è amministratore unico dell’azienda che nel frattempo è stata ribattezzata Tod’s S.p.A. Nuovi concetti di prodotto, piani di marketing e strategie aziendali trasformano il primordiale laboratorio familiare in uno dei principali player nella produzione e commercializzazione di calzature e pelletteria di lusso.

I tre marchi, Tod’s, Hogan e Fay, hanno una propria brand identity, ma sono legati dalla stessa filosofia, un mix equilibrato di tradizione e innovazione, qualità e creatività. In particolare, il marchio Tod’s è sinonimo di calzature e pelletteria di lusso. Alcuni modelli, Driving Shoe e D Bag, sono diventati prodotti cult, espressione di un nuovo concetto dell’eleganza, maschile e femminile.

Hogan

Hogan, marchio varato negli anni Ottanta, si contraddistingue per l’alto contenuto di design. Il modello-base, ispirato alle scarpe inglesi da cricket degli anni Trenta, è realizzato con una doppia tomaia sovrapposta allo scopo di renderlo più resistente. Ha un’imbottitura in gommapiuma del bordo e della soletta e una suola dal disegno a onde che garantisce massima flessibilità. Inizialmente focalizzato sulla produzione di calzature, Hogan ha recentemente diversificato nella pelletteria. I modelli Traditional e Interactive sono “best sold”.

Fay

Fay, rilevato verso la fine degli anni Settanta dal Gruppo Tod’s, nasce originariamente negli Stati Uniti, specializzandosi nella produzione di giacconi chiusi da quattro ganci ispirati alle divise degli American fire-fighters. Oggi Fay include linee maschili e femminili, complete di accessori, e un total look kids. Il brand è caratterizzato dalla distintiva filosofia Double Life. Nelle collezioni Fay, ogni capo è studiato per affrontare diverse occasioni d’uso tra business e tempo libero, in città o nei più dinamici contesti outdoor.

Il “Fay Code” è oggi sinonimo di un’eleganza informale e ricercata, cosmopolita e versatile. È l’espressione di un gusto tutto italiano che, animato da un respiro internazionale, unisce qualità, lusso e ricerca in una filosofia di equilibrio intramontabile tra sartorialità e innovazione. Negli anni Novanta, Fay ha sviluppato un gusto più metropolitano, che si avvicina ai trend urbani diffusi in tutto il mondo, attento ad una clientela in costante movimento.

La produzione

L’eccellenza qualità è un must per l’intero Gruppo. Questo è garantito dall’elevata presenza dell’artigianalità in tutta la filiera produttiva, oltre che un controllo rigoroso delle materie prime. Alla realizzazione di una scarpa Tod’s sono necessarie più di 100 fasi lavorative, dal taglio a mano dei pellami fino alla cucitura delle singole componenti di ogni modello. Una scarpa può essere costituita da ben 35 pezzi di pelle, ognuno dei quali viene trattato e controllato manualmente prima di essere assemblato. L’intero processo coinvolge diversi artigiani specializzati nello svolgimento di un compito preciso.

I pellami provengono dalle migliori concerie del mondo e, come accade per un vino pregiato, alcuni pezzi devono aspettare anni per raggiungere il punto giusto di colore e di consistenza. Ogni singolo pezzo viene controllato dagli esperti per valutarne colore, resistenza e spessore, affinché si raggiunga una perfetta omogeneità, altrimenti viene scartato. Una volta giunti al prodotto finito, ogni paio di scarpe viene esaminato accuratamente e i modelli difettati vengono eliminati.

Lo stesso procedimento è seguito nella realizzazione delle borse, che si distinguono per una realizzazione artigianale simile alle antiche procedure usate per la selleria.

La produzione è prevalentemente eseguita in 9 stabilimenti propri (7 per le calzature e 2 per la pelletteria) e, in parte, delocalizzata in pochi laboratori specializzati, coi quali la casa madre ha istituito relazioni durature. Diego Della Valle ha sempre rigettato le politiche espansionistiche tramite acquisizione di alcuni player del lusso.

“Non vedo i vantaggi di un polo. Ogni marchio ha i suoi uffici di ricerca e prodotto, le campagne pubblicitarie sono autonome, così come anche i negozi mono-brand. Le sinergie, insomma, si limitano alla produzione e alla logistica. Con il rischio che chi compra senza avere strutture organizzative e manager da dedicare a ciò che ha comprato, alla fine non controlla più niente.”

Il Gommino Tod’s

Dizionario della Moda Mame: Tod's. Il classico mocassino.
Il classico mocassino.

Il “Gommino” nasce alla fine degli anni Settanta. Diego Della Valle aveva notato che servivano delle calzature ideali per quelle occasioni casual – chic in cui un italiano dal gusto classico preferisce indossare un paio di chinos e un blazer e cominciò così a lavorare su questo prototipo anni Cinquanta.

A fine anni ‘70 giunse ad un leggerissimo, piatto ed ultramorbido mocassino, interamente cucito a mano, con 133 sfere di gomma sulla suola, perciò detto semplicemente “Gommino” e funzionò. Per produrne un paio occorrono 100 passaggi di lavorazione, molti dei quali devono essere realizzati a mano. Punto di forza della linea Tod’s è anche la scelta di cuoi americani ingrassati e di “croste” inglesi, tutti rigorosamente idrorepellenti e provenienti da concerie artigianali.

Il “Gommino”, è stato creato con l’intenzione di unire il classico stile italiano con la funzionalità di una calzatura versatile, che può essere indossata in qualunque occasione. Il “Gommino” è diventato lo status symbol per eccellenza del jet set internazionale. Lo indossano star del cinema come Michael Douglas, Catherine Deneuve, Denzel Washington, Antonio Banderas, Gwyneth Paltrow, Samuel Jackson, Orlando Bloom, George Clooney; e top model del calibro di Claudia Schiffer e Cindy Crawford.

Nel 1997 l’azienda ha lanciato una collezione di borse classiche, moderne e chic, in grado di riflettere lo stesso spirito delle calzature. La più famosa è stata la D Bag, che prendono il nome da Lady Diana, che la acquistò nella boutique di Parigi, dimostrando lo stile elegante dell’azienda.

Dizionario della Moda Mame: Tod's. Lady Diana.
Lady Diana in Tod’s.

Fatturato e investimenti nei primi anni 2000

Nel 2000 Tod’s debutta nel mercato elettronico della Borsa di Milano. Lo stesso anno, l’azienda ha conseguito un fatturato consolidato pari a 487,2 miliardi di lire (251,6 milioni di euro), +14,5% rispetto al 1999, e un margine operativo lordo (Ebitda) di 118,7 miliardi (61,3 milioni di euro), +7,7%. Nel 2001 la crescita degli indicatori economici è ancora a doppia cifra: il fatturato aumenta del 26,6% mentre l’Ebitda registra un balzo del 31,5%.

Il 2002, anno di crisi per il comparto del lusso, l’azienda si ripete. I ricavi netti ammontano a 358,2 milioni di euro, +12,5%, l’Ebitda a 91,8 milioni, +13,9%. Nello stesso anno, gli investimenti immateriali in immobili sono pari a 28,6 milioni di euro, la maggior parte dei quali ascrivibili all’espansione della rete di vendita distributiva diretta, cresciuta di 21 nuovi negozi. Gli investimenti materiali ammontano a 15,8 milioni di euro, di cui il 38% destinato alla costruzione di un nuovo impianto produttivo vicino alla sede di Sant’Elpidio a Mare. Tutti gli investimenti sono stati autofinanziati, dato che la posizione finanziaria netta è positiva per 46,7 milioni di euro.

Tod’s Spa entrata in BNL

Per il futuro, Diego Della Valle è ottimista:

“Abbiamo davanti una strada in discesa, non possiamo che crescere: gli investimenti sono stati in gran parte spesati e ora non potremo che raccoglierne i frutti. Quando passerà questa fase di incertezza dei consumi, la crescita di Tod’s sarà a due cifre pesanti”.

Ricavi e il margine operativo lordo del primo trimestre 2003 sono cresciuti (a cambi costanti), rispetto allo stesso periodo del 2002, del 3% e del 17%. Il marchio Tod’s, con il 57,2% sul totale venduto, continua a fare la parte del leone. Allo stesso periodo risale l’acquisizione del 4,6% della Banca Nazionale del Lavoro, di cui diviene Della Valle il terzo azionista, dopo il gruppo basco Bbva e Generali.

“La finalità dell’investimento è di concorrere, insieme agli altri soci principali, a rafforzare la stabilità della banca. Sono un industriale, non un finanziere. Sono entrato in BNL sulla base di un progetto industriale e quindi per restare.”

Alla fine del 2002, la rete distributiva contava 71 punti vendita a gestione diretta e 37 in franchising. L’assetto proprietario è il seguente: famiglia Della Valle (63,1%), Lazard/Sofidiv (3,5%), State of New Jersey Commeno Pension Fund (3,3%).

Espansione e collaborazioni

Nel 2006 Tod’s inizia a espandersi nel mercato cinese, aprendo il primo flagship store a Hong Kong. Fino al 2009 il marchio ha aperto 13 boutique in Cina.

Nel 2008 il gruppo, in crescita, stipula accordi di licenza con Marcolin per la produzione Eyewear Tod’s e Hogan. Negli ultimi anni si è investito molto nella produzione di accessori della linea femminile Tod’s, con calzature e borse, scegliendo anche campagne pubblicitarie mirate. Il progetto è di riuscire a confrontarsi, alla pari, coi grandi marchi del lusso, tramite la produzione di accessori di tendenza, borse e scarpe dall’elevata qualità artigianale. Prodotti che si fanno notare per il tocco di glamour contemporaneo, in grado di trasformarli in must di stagione.

Nel 2011 Tod’s ha finanziato il progetto del restauro del Colosseo. Lo stesso anno, l’azienda inizia a sostenere il Teatro alla Scala di Milano, entrando nella Fondazione del teatro. Frutto di questa preziosa collaborazione è il corto “An Italian Dream”.

“Il progetto An Italian Dream segna l’inizio di quella che mi auguro sia una lunga collaborazione. Tod’s e il Teatro alla Scala sono entrambe italiane e impegnate a sostenere le competenze e le tradizioni che sono alla base della nostra cultura e che rendono il concetto del Made in Italy unico. Questo film mostra come l’arte, l’attenzione per i dettagli, l’impegno e la creatività si combinano per creare qualcosa di molto speciale”. Diego Della Valle.

Gli anni recenti di Tod’s Spa

Nel 2012 i prodotti Tod’s diventano disponibili sul sito Mr. Porter. L’anno successivo il direttore creativo Derek Lam viene rimpiazzato da Alessandra Facchinetti. Il suo debutto per la collezione Primavera/Estate 2014 è notevole, prima della sua uscita nel 2016. Nel 2014 Andrea Incontri viene nominato direttore creativo della linea uomo. Nello stesso periodo viene lanciata “Dot’s of Life”, una moderna piattaforma che spinge le persone a condividere il proprio stile di vita sui sociale attraverso l’impronta del brand.

Al 2015 risale la partnership con Net-a-Porter.com, dopo un anno di prova, per vendere online la linea di accessori prêt-à-porter. Lo stesso anno anno la Tod’s S.p.A. acquista Roger Vivier , il marchio francese di scarpe di lusso. Nei primi 9 mesi del 2016 l’azienda ha registrato entrate pari a 4.194.ooo nelle vendite.

Situazione attuale di Tod’s Spa

Dizionario della Moda Mame: Tod's. Il quartier generale a Sant'Elpidio a Mare.
Il quartier generale a Sant’Elpidio a Mare.

Il quartier generale della Tod’s Spa è ancora a Sant’Elpidio a Mare, dove Filippo aprì la sua piccola bottega circa 100 anni fa. Il rapido sviluppo degli ultimi anni ha permesso al Gruppo Tod’s di raggiungere 1.004 milioni di euro di fatturato al 31 dicembre del 2016 e di raggiungere un numero di impiegati che supera circa i 5.000 dipendenti.

Al 31 dicembre 2016 la rete distributiva del Gruppo era composta da 272 DOS e 107 negozi in franchising, rispetto a 257 DOS e 99 negozi in franchising al 31 dicembre 2015. Gli obiettivi futuri prevedono il proseguimento del piano di investimenti in corso di attuazione, con la continua ricerca di nuovi prodotti e una sempre maggiore espansione internazionale della rete distributiva diretta.

Durante questi 90 anni, Tod’s ha sempre puntato alla perfezione. La sua eredità si intreccia con pensieri innovativi e rappresenta un approccio senza precedenti. L’eterna missione di Tod’s è quella di aprire la strada al successo e alla grandezza, affermando che, a piccoli passi, la perfezione è possibile.

Nell’ottobre del 2019, Tod’s affida a Walter Chiapponi la direzione creativa delle linee donna e uomo della griffe. Un nome, quello del designer milanese, conosciuto a pochi ma che in Francia riecheggia per aver condiviso l’esperienza lavorativa con Givenchy e Miu Miu. In seguito alla nomina, Della Valle commenta: “Walter Chiapponi è un creativo italiano di talento che conosce e sa coniugare nel modo migliore l’italian style di Tod’s con un tocco di modernità. La fa senza mai perdere di vista la grande qualità e l’artigianalità che rappresentano il Dna del marchio. A lui un benvenuto e tanti auguri di buon lavoro“.

Nel 2020, Tod’s chiude l’anno con un calo di fatturato del 30,4% rispetto l’esercizio differente e a 637,2 milioni di euro. Una battuta d’arresto alla crescita del marchio, causata dalla pandemia da Covid-19 che mette in ginocchio l’intera industria moda.

Nel 2021, però, le cose per la griffe cambiano anche grazie a Chiara Ferragni che entra a far parte del CDA del gruppo di Diego della Valle per avvicinare la nuova generazione alla griffe. La nota influencer fa schizzare il titoli in Piazza Affari del 9%. 

L’anno della ripresa continua grazie alla Cina e a Roger Vivier (marchio nel board di Tod’s Spa) che si conferma tra i marchi più influenti sul mercato asiatico. La griffe segna un incremento sostanziale rispetto al Q1 del 2020 (+59% a 48,6 milioni di euro a cambi correnti) con una performance migliore rispetto al primo trimestre 2019 (+12,9 per cento).

Il marchio Tod’s consolida la crescita del 17% a 178,7 milioni di euro mentre Fay va in calo del 6,9% a 9 milioni. Bene anche Hogan che registra segno positivo dell’11,5% a 44,3 milioni.

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