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Simons, Raf

Simons, Raf. Designer belga fondatore dell’omonima casa di moda nonché direttore creativo del brand Jil Sander. Considerato uno dei più grandi innovatori della moda contemporanea, è uno dei nomi più promettenti dell’industria, sia per l’estro creativo fortemente avanguardista, sia per la crescita del valore della sua azienda sul mercato.

Origini

Nato a Neerpelt nel 1968, si laurea nel 1991 in Design Industriale intraprendendo inizialmente una carriera orientata al design di mobili. Nel 1995, incoraggiato dall’amica Linda Loppa, direttrice della Royal Academy of Fine Arts di Anversa, darà sfogo alle sue visioni nel campo del fashion design.

Il suo stile unisce con disinvoltura abbigliamento dal taglio classico e tradizionale a capi ispirati dai movimenti di ribellione delle subculture giovanili. Ibridando, dunque, motivi punk, goth e mod a codici stilistici contemporanei che richiamano lo street style.

Simons è portabandiera di uno stile che rompe gli schemi rivolto a un uomo moderno, sicuro di sé; vero outsider, proiettato nella società contemporanea che con disinvoltura prende distanza dai comuni canoni di bellezza. Con la sua visione contribuirà allo svecchiamento dello stereotipo maschile, suggerendo la riappropriazione di uno stile personale e indipendente dai dettami della moda classica.

Gli anni 2000

Durante i primi anni di attività lo stilista dovrà confrontarsi con le dure regole e i limiti del fashion business che nel 2000 lo porteranno a meditare una temporanea battuta d’arresto. Nel frattempo il suo stile troverà supporto e riconoscimenti da parte dell’industria che gli permetterà di avviare collaborazioni importanti. Con Ruffo Research, ad esempio, e con Gysemans Clothing per i quali disegnerà parte delle collezioni maschili.

Sempre nel 2000 verrà nominato direttore del Dipartimento Moda dell’Università delle Arti Applicate di Vienna (ruolo che manterrà fino al 2005) e nel 2003 gli verrà conferito il premio Swiss Textiles Award. Nel 2004 gli affari decollano con gli accordi di distribuzione con le aziende Futurenet (Europa, USA) e Mitsui per l’Asia; successivamente cederà la licenza di produzione della sua collezione alla Futurepresent (joint venture tra Futurenet e Mitsui Italia).

Raf Simons direttore creativo di Jil Sanders

Il 2005 è un anno importante. Viene lanciata la seconda linea Raf by Raf Simons e viene chiamato alla direzione creativa della maison Jil Sander. Il nuovo incarico non delude le aspettative degli addetti ai lavori, che lo riconoscono abile a muoversi nel rispetto del patrimonio stilistico del marchio; riceverà critiche incoraggianti da parte della stampa specializzata e il successo delle sue collezioni contribuirà alla ripresa del business dell’azienda.

Il successo cresce di pari passo anche per l’omonima casa di moda che negli anni successivi si sviluppa inaugurando le prime boutique monomarca in territorio giapponese: una a Tokyo, una a Osaka. In seguito viene estesa la collezione anche a una linea di borse, pelletteria e scarpe. Lo stilista intraprenderà anche diverse iniziative di co-branding con altre aziende come Eastpak, per la quale disegnerà zaini e borse, con Fred Perry per la quale rivisiterà una fortunata linea di T-shirt e con Linda Farrow per la collezione di occhiali da sole. Simons allargherà le sue proposte d’abbigliamento sperimentale collaborando con altri artisti: prima con la capsule collection firmata da Sterling Ruby, poi con la linea di T-shirt caratterizzata dalle stampe grafiche di Peter De Potter.

Le performance in Dior e Calvin Klein

Abito Couture, Dior

Nel 2012 Raf Simons riceve l’incarico, in Dior, che darà una svolta alla sua carriera. Sarà lui, infatti, a succedere a John Galliano dopo la deludente condotta tenuta dal pirata della moda, accusato di essere un antisemita. La collaborazione, però, è destinata a vita breve. Nel dicembre del 2015 l’azienda comunica il suo addio. La performance di Simons non convince i vertici di Dior sebbene debba essergli riconosciuto il merito di aver narrato l’eleganza della griffe con un tocco di minimalismo contemporaneo adatto al tempo. Nelle sue collezioni, infatti, le linee si assottigliano e i tailleur diventano focus delle collezioni. L’uso della seta semitrasparente è il guizzo in più per un’audacia sofisticata. Per tal motivo gli viene riconosciuto il CFDA International Award nel 2014.

Poco dopo, sulle sue pagine social, lo stilista belga scriverà di aver lasciato Dior per seguire i suoi progetti personali.

Calvin Klein Look

Non convince nemmeno la sua direzione creativa in Calvin Klein, dove vi era giunto nell’agosto del 2016. E’ Emanuel Chirico, il presidente e amministratore delegato di Pvh, a spiegare chiaramente il motivo del licenziamento avvenuto nel 2018: “Mentre molte categorie di prodotti hanno ottenuto buoni risultati, siamo delusi dalla mancanza di ritorno dei nostri investimenti in Calvin Klein 205W39NYC e crediamo che alcuni dei prodotti rilanciati da Calvin Klein Jeans fossero troppo alti e non abbiano riscosso il successo che avevamo previsto“. A ogni modo, mentre è alla direzione creativa della griffe, riceve dal CFDA l’Award for American Menswear Designer of the Year (2017-18).

Raf Simons in Prada

Nel settembre del 2020, Simons presenta la sua prima collezione firmata a quattro mani con Miuccia Prada. La collezione riflette sulla connessione tra corpo e abbigliamento, esercitando un dialogo tra tecnologia e sartorialità.

Prada 2020

Contemporaneamente porta avanti la sua eponima griffe presentando, nell’ottobre del 2020, la collezione primavera/estate 2021 “Teenage Dream“, ispirata ai film anni Novanta come “Scream” e “Breakfast Club”.

La sfilata, presentata in diretta streaming attraverso un video dalla durata di 17 minuti, riflette l’io del designer. “Non voglio mostrare vestiti, voglio mostrare il mio atteggiamento, il mio passato, presente e futuro. Uso ricordi e visioni future e cerco di inserirli nel mondo di oggi. ” Per il 25° anniversario dalla fondazione della griffe, il designer belga propone una serie di 100 abiti che raccontano la crescita della griffe.

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