marc jacobs
Brand e Fashion designer,  J

Jacobs, Marc

Marc Jacobs, il designer americano al passo coi tempi

"<yoastmark

Indice:

  1. Le origini
  2. La prima collezione 
  3. Marc Jacobs: l’arrivo a Louis Vuitton e i problemi personali
  4. Premi e inaugurazioni
  5. Lo sviluppo del brand
  6. Collaborazioni ed eventi recenti
  7. Jacobs: gli ultimi anni daVuitton
  8. Situazione attuale

Le origini

Marc Jacobs (1963) è un designer americano originario di New York City. Dopo essersi diplomato alla High School of Art and Design nel 1981, ha frequentato la Parson’s School of Design dove si laurea nel 1984 con ottimi voti, ottenendo ben tre riconoscimenti. Nello stesso periodo, disegna la sua prima collezione artigianale di articoli di maglieria per Ruben Thomas Inc. Lo stesso anno fonda una società con Robert Duffy, la Jacobs Duffy Design.

Marc Jacobs

La prima collezione

Nel 1986 Jacobs disegna la prima collezione di prêt-à-porter per Kathiyama USA. Due anni dopo, organizza uno show di grande impatto in un enorme parcheggio a New York.

Nel 1989 Jacobs e Duffy si uniscono a Perry Ellis. Duffy venne nominato presidente e Jacobs vice-presidente della linea d’abbigliamento donna.

A Jacobs piaceva scommettere con se stesso su quanto in alto potesse arrivare. Nel 1992 si mette in gioco con una collezione che la stampa definì “Grunge” e gli costa il suo contratto con Perry Ellis. Il mondo della moda e della critica, tuttavia, ne sono entusiasti e, ironia della sorte, quella stessa collezione fa vincere a Jacobs il premio  del CFDA Designer of the Year.

Marc Jacobs: l’arrivo a Louis Vuitton e i problemi personali

Nell’autunno del 1993 fonda la Marc Jacobs International Company. Nel 1994 firma la sua prima licenza per Renown Look e per Mitsubishi per la distribuzione in Giappone. Jacobs continua a lavorare con altri marchi per finanziare il suo progetto.

Le enormi responsabilità, l’ingente carico di lavoro, portano Jacobs verso la droga, a tal punto che viene costretto alla riabilitazione. Molte persone gli restano accanto: tra di loro la direttrice di American Vogue Anna Wintour e l’amica e modella Naomi Campbell. Due anni dopo, una volta ripresosi, si dedica alla prima linea prêt-à-porter firmata Louis Vuitton, espandendo al contempo il proprio brand.

Marc Jacobs
Collezione autunno/inverno 1998

Infatti, nel 1996, mentre lavora per Iceberg a Milano, riceve una telefonata da Bernard Arnault, CEO di LVMH, che era alla ricerca di giovani talenti per la sua maison francese. Nel gennaio 1997, Jacobs fu nominato direttore artistico di Louis Vuitton. Le trattative portano anche alla decisione di finanziare l’etichetta Marc Jacobs, che LVMH ingloba immediatamente nel suo impero.

Nel 1998 si ha il gran debutto dello stilista americano per Louis Vuitton. Si apre qui una nuova era per la casa di moda parigina, cominciando da capi più minimal e dai toni neutri nelle prime collezioni. Una moda pratica che lascia più spazio al cavallo di battaglia della maison: la pelletteria. 

Uno stile lineare, dove iniziano già a riscontrarsi i primi eccessi che caratterizzeranno il Marc Jacobs più maturo. Il punk incontra gli anni ’50, con abiti oversize e kimono che presto lasceranno il posto a scollature più accentuate.

Marc Jacobs
Campagna di Louis Vuitton, anno 2000

Sono gli anni delle prime sperimentazioni, che vedono come musa ispiratrice la regista Sofia Coppola. Conoscenti e amici sin dagli anni ’90, i due hanno collaborato diverse volte professionalmente, con la celebre regista apparsa nel 2001 nella pubblicità della prima collezione di borse in assoluto di Marc Jacobs, e perfino a dedicarle una borsa a suo nome. 

Marc Jacobs a Louis Vuitton: le collaborazioni

Una grandissima importanza nel mandato di Marc con il marchio sono la serie di collaborazioni artistiche con vari artisti.

Stephen Sprouse è stato il primo artista a collaborare con Marc Jacobs nel 2001. In un mix di streetwear e abbigliamento di lusso, le iconiche tute e le borse monogramma hanno sfilato in passerella decorate con l’arte dei graffiti di Stephen Sproue. La linea era così popolare che i pezzi sono andati a ruba in un istante. 

Marc Jacobs
Marc Jacobs x Musée Décoratifs

Per la collezione primavera/estate 2003 di Louis Vuitton, Marc Jacobs ha mandato in passerella delle modelle con le stampe poptastic di Takashi Murakami sulle borse. Ogni borsa includeva l’iconografia dell’anime felice che fa strabuzzare gli occhi, per la quale il famoso artista giapponese è noto.

Premi e inaugurazioni

Il Council of Fashion Designers of America nel 2002 nomina Marc Jacobs Menswear Designer of the Year. Nel 1999, nel 2003 e nel 2005 è invece Accessories Designer of the Year. Viene invece nominato Womenswear Designer of the Year nel 2010.

Marc Jacobs
Marc Jacobs ai CFDA awards

Marc Jacobs: lo sviluppo del brand

Nel 2001 Jacobs e Duffy presentano una seconda linea Marc by Marc Jacobs, che comprende scarpe, borse e accessori. Le scarpe uomo e donna sono il risultato di un accordo firmato con il calzaturificio Rossi Moda S.p.A.. A settembre, il designer lancia la sua prima fragranza, la Marc Jacobs Perfume.

Il brand Marc Jacobs debutta nel 2003 con una collezione di arredamento. Nel 2004,  invece, dopo un lucroso rinnovo contrattuale con LVMH, il brand adotta nuove strategie per estendere la sua portata geografica e le entrate.  Lo stesso anno vede, poi, il lancio del primo negozio multimarca negli Stati Uniti, a Newbury Street, Boston. Ad agosto vengono aperti nuovi negozi a Shanghai, a Pechino e a Chengdu, grazie all’accordo con Imaginex. Vi è anche un altro evento importante: la terza fragranza donna, Blush, viene lanciata grazie all’accordo con il noto gruppo Lancaster.

Marc Jacobs
Campagna Daisy

Il marchio americano Fossil stipula inoltre un accordo di licenza con l’azienda per la produzione e la distribuzione di orologi donna e uomo, sotto il nome Marc by Marc Jacobs. Le nuove linee vengono prodotte in Svizzera e vendute nelle boutique del brand e in alcuni department store selezionati in tutto il mondo. Marzo 2005 segna l’apertura di molti punti vendita: due a Los Angeles in Melrose Place e uno in Florida, a Bal Harbour. Nell’agosto invece, il brand lancia la linea di abbigliamento per bambini, la Little Marc.

Marc Jacobs
Store Marc Jacobs

A gennaio 2006, la società apre il primo negozio monomarca in Rue Montpensier a Parigi, una boutique di 150 mq. Il 2007 è un anno ricco di eventi, tra cui il lancio della prima collezione eyewear, la nuova Marc Jacobs Home Fragrance Collection e la prima fragranza Daisy. Nel 2009, Marc Jacobs vince la 37a edizione del Premio FiFi Fragrance Foundation, ricevendo l’Hall of Fame.

Marc Jacobs
Marc Jacobs ai Fifi awards

Collaborazioni agli inizi del nuovo decennio

Il 2010  vede molte collaborazioni e altrettanti eventi degni di nota, come l’installazione delle scarpe da balletto indossate dalle ballerine dell’Opéra Garnier, in occasione dell’apertura del negozio al Palais Royal. Il 2010 è anche l’anno della campagna pubblicitaria della prima fragranza maschile, Bang. Gli scatti rappresentano lo stesso designer, completamente nudo, sdraiato su lenzuola d’argento, coperto solo da un’enorme bottiglia di profumo.

Marc Jacobs
Campagna per la fragranza Bang

Sempre lo stesso anno, lo stilista americano apre una catena di librerie a New York e a Los Angeles, la Bookmarc. Un libro dedicato al suo entourage creativo venne pubblicato con il titolo “The Men + Women Of Marc Jacobs”. Il volume di 300 pagine è in edizione limitata ed illustra il mondo e la vita dello stilista attraverso gli scatti del fotografo Brian Bowen Smith. Nel 2012, Bookmarc sbarca anche in Europa, a Londra e a Parigi. Un anno dopo, Marc Jacobs si fa sostenitore della lotta al cancro al seno, creando una limited edition di shopping bags con lo slogan “Fight Like A Girl”. Tutti i ricavi dell’iniziativa vengono devoluti alle associazioni Action Breast Cancer e Europa Donna Ireland.

Marc Jacobs
Bookmark

Marc Jacobs: gli ultimi anni da Louis Vuitton

Alla fine degli anni duemila, Marc continua sulla scia lanciata a metà anni duemila, creando un mix di epoche, tessuti e stampe diverse. Si passa dall’Art Déco alle tradizioni orientali, dalla moda degli anni ’70 a quella degli anni duemila, rendendo Marc un artista poliglotta, sempre pronto a rilanciare mode e stili di altre ere, rimanendo però sempre contemporaneo e all’apice dell’industria. 

Nel 2008 continua collaborando con Richard Prince. L’artista è noto per le sue rappresentazioni di cowboy e infermiere, quindi non c’è da stupirsi che il tema della sfilata includesse infermiere in abiti trasparenti, indossati nella sfilata da supermodelle del calibro di Naomi Campbell e Carmen Kass. Le borse della collezione erano una serie di borse rivestite di tela spruzzata di vernice con citazioni sfacciate sul davanti

Marc Jacobs
Collezione primavera/estate 2008

All’inizio del nuovo decennio la linea stilistica di Marc prende una direzione opposta, che rimanda le linee morbide e classiche dei primi anni ’90. Gli eccessi rimangono, ma trovano un nuovo equilibrio nelle simmetrie delle tonalità e dei tagli più innovativi. Nel 2012 Marc propone infatti una collezione con abiti femminili visti attraverso un’estetica anni sessanta. Colori pastelli, piume e stampe floreali donano un’aura infantile e di innocenza. 

Completamente agli antipodi è invece l’ultima sfilata di Marc Jacops per la casa parigina. Infatti, nell’ottobre 2013, Marc Jacobs da le dimissioni, lasciando il ruolo che teneva dal 1997 di direttore creativo di Louis Vuitton, con l’intento di concentrarsi unicamente sulle sue linee. La collezione finale è un total-black accompagnato da copricapi ispirati alle showgirls degli anni ’20-30. Il nero simboleggia la fine di un’era durata più di 15 anni, che permetterà a Jacobs di mettere tutte le sue energie nella casa di moda che porta il suo nome.

Marc Jacobs
Louis Vuitton ss 2014

Marc Jacobs e Marc by Marc Jacobs

Nel 2014, per trovare il volto della campagna autunno/inverno 2014 della sua seconda linea, Marc by Marc Jacobs, si affida a Twitter e Instagram, usando l’hashtag #CastMeMarc, creato appositamente dal suo team.

Nel marzo 2015, lo stilista annuncia un accordo con Imaginex group per la creazione di una joint venture paritetica, finalizzata alla distribuzione del marchio americano a Hong Kong e Macao. Tuttavia, lo stesso mese dichiara anche la chiusura del suo secondo marchio, Marc, by Marc Jacobs, per concentrarsi sullo sviluppo del brand principale, Marc Jacobs, rivolto ad un pubblico più abbiente. 

Marc Jacobs
Lady Gaga per Marc Jacobs, FW 2016

In questi anni le sue ispirazioni per il brand rimangono su uno stile punk che integra epoche e stili che vanno dagli anni ’20 alla moda rave degli anni ’80. Chiudendo ormai da anni la New York fashion week, nel 2016 Marc si ispira alla moda di Elsa Schiaparelli per una sfilata che vede in passerella nient’altro che la cantante americana Lady Gaga, oltre che una serie di supermodelle come Gigi Hadid e Kendall Jenner. I giacconi oversize abbinati a zatteroni in total-black diventano un classico dell’ultimo decennio, ispirando diverse collezioni, da Rick Owens a Yeezy di Kanye West. 

Situazione attuale

A settembre 2016, lo stilista presenta la collezione primavera/estate 2017 con uno stile punk moderno, ispirato al design rave degli anni ’80 e da persone come Boy George e Marilyn Manson. Nella collezione autunno/inverno 2017 ha realizzato la New York 67th Street Armory, una passerella in cui le modelle hanno sfilato attraverso due lunghe file di sedie pieghevoli senza alcun tipo di musica.

Marc Jacobs
Marc Jacobs campagna 2018

Nel 2018 Marc Jacobs decide di collaborare per il suo marchio con Anna Sui, sua amica dei tempi dell’università. I due mettono insieme le forze per un’esclusiva capsule, con protagoniste le illustrazioni iconiche del famoso artista Will Broome, che ha ideato nuovi personaggi per il progetto. La collezione include borse, scarpe t-shirt e accessori in nero, bianco, grigio e nell’iconico viola di Anna Sui. Le immagini animate rappresentano in modo ironico e colorato la relazione tra i due designer.

Marc Jacobs
Marc Jacobs x Anna Sui

Per quanto riguarda l’estensione del brand nella cosmetica, Marc Jacobs Beauty, collaborazione tra il designer e Kendo, l’incubatore di Lvmh nel campo della cosmesi, annuncia una nuova testimonial nel 2019. La nuova faccia della linea di cosmetica è la modella russa Irina Shayk. La campagna debutta per la prima volta nei negozi Sephora in Russia, allargando il mercato della linea. 

Il 2020: dalla pandemia alle proteste BLM

Il periodo della pandemia ha avuto delle ripercussioni anche sul colosso americano. Infatti, Marc Jacobs è stato costretto a scelte difficili per mitigare l’impatto della crisi. La griffe ha ridotto il suo organico nei reparti di design e in altri dipartimenti aziendali, a causa delle ricadute del coronavirus e le deludenti vendite dei mesi precedenti, tagliando circa 60 posti di lavoro, tra cui Olympia Le-Tan, che si è trasferita a New York da Parigi per guidare la linea più economica di Marc Jacobs, The Marc Jacobs.

Marc Jacobs
Boutique di Marc Jacobs a Los Angeles dopo le proteste di Black Lives Matter

Scaturite dall’uccisione di George Floyd, sono scoppiate proteste di massa in tutta l’America
In molte città, i negozi di moda di lusso sono diventati obiettivi, con alcuni dati alle fiamme e altri saccheggiati. A New York, Bloomingdale’s, Gucci e Nike sono stati attaccati, mentre a Los Angeles, molte boutique di Rodeo Drive sono state prese di mira, tra cui Alexander McQueen, Chanel e Marc Jacobs.

Mentre la maggior parte delle etichette sono rimaste in silenzio sui danni causati ai loro negozi, Marc Jacobs è stato aperto nel sostenere le proteste, pubblicando una fotografia della sua boutique di Los Angeles sul suo Instagram. L’immagine mostrava la targa del logo del negozio su cui “Marc Jacobs” era stato cancellato e sostituito con il nome di George Floyd, così come quello di Sandra Bland – una donna nera che è stata uccisa mentre era in custodia della polizia nel 2015. La didascalia di accompagnamento recitava “Una vita non può essere sostituita. Le Vite dei Neri Contano.” 

 

Leggi anche:

Marc Jacobs e le radici dell’hip hop

Gli anni sessanta di Marc Jacobs alla Nyfw