Klein Calvin
Brand e Fashion designer,  K

Klein, Calvin

Klein, Calvin, stilista americano e fondatore dell’omonima casa di moda, nasce il 19 novembre 1942 nel Bronx da genitori di origine ungherese. Dopo aver terminato le scuole primarie, Klein desidera seguire e coltivare la sua passione, la moda. Contro la volontà dei genitori, con sacrifici e sforzi, si iscrive e frequenta il New York Fashion Institute.

Calvin Klein, i primi passi nel mondo della moda

All’età di 20 anni, con una valigia piena di volontà, di sogni e figurini, Klein è pronto per iniziare la sua strada, ma la gavetta è d’obbligo. Il giovane stilista collabora per quasi cinque anni con piccole aziende e ditte di moda pronta di New York. Dal 1962 al 1967 si specializza nel disegno e nel taglio di completi da uomo e capo spalla.

Calvin Klein

Durante i suoi anni formativi, Klein diventa il pupillo di Baron de Gunzburg, editor in chief del celebre giornale americano Town & Country e fashion editor per Vogue e Harper’s Bazaar. Baron de Gunzburg lo introduce nel mondo dell’alta società.

Comincia la sua ascesa nella scena americana. All’occorrenza frequentatore di feste ed eventi, ma anche rispettoso del lavoro e della professionalità, Klein conquista in breve tempo la stima di importanti personaggi del periodo.

Lo stile Calvin Klein

Passano pochi anni e si sposa con Jayne Centre dalla quale ha una figlia, Merci; nel 1974 la coppia si separa. Nel 1968 esce la prima collezione donna firmata Calvin Klein. Il suo stile è chiaro sin da subito: cappotti in stile marinaio, mantelle in tessuti morbidi con preziosi dettagli in pelliccia, camicie e bluse in seta e crêpe de chine, maglioni e completi in velluto. Niente decori, semplicità ed eleganza, sono le parole chiave delle collezioni di Calvin Klein. Attento sotto ogni punto di vista, Klein vende la propria immagine e il proprio marchio scegliendo campagne pubblicitarie perfettamente in linea con il suo stile.

Celebre è la campagna per i suoi famosi jeans K. per cui sceglie come testimonial una giovanissima Brooke Shields fotografata da Richard Avedon. Fondamentali, sotto il punto di vista della comunicazione, sono le collaborazioni con grandi nomi della moda. Il fotografo Bruce Weber riesce a rendere perfettamente l’immaginario che si cela dietro le collezioni e i capi di Klein; poi Steven Meisel, e testimoni come Kate Moss, che si trasformano presto icone da emulare. L’ascesa di Calvin Klein è inarrestabile.

I primi riconoscimenti

Siamo alla fine degli anni ’70, quando Klein incontra Kelly, la donna che gli cambierà la vita sia dal punto di vista sentimentale che stilistico. La sposerà qualche anno più tardi. Kelly riesce a calmare l’eclettismo del designer, che si stava facendo sempre più largo tra i nomi della moda internazionale. Grazie anche al suo aiuto, le collezioni di Calvin Klein subiscono una trasformazione: la comparsa di numerosi abiti da sera, una maggiore consapevolezza della femminilità della donna e la conseguente comparsa di giacche dalle spalle quadrate per assottigliare la vita, blazer attillati, mantelle lunghe, senza mai tradire le origini del brand.

Il talento dello stilista viene presto ampiamente riconosciuto. Nel 1973 riceve il Coty Award e nel 1993 è l’unico ad ottenere il primo premio del prestigioso CFDA per le collezioni uomo e donna.

Gli anni ’90

klein Calvin
Kate Moss per Calvin Klein

Nel 1997, Klein può contare su un fatturato stimato attorno ai 30 milioni di dollari, incluse le varie licenze di scarpe, cinture, underwear, occhiali da sole e cosmetici. Il primo boom di vendite, circa 200 mila paia in una sola settimana, risale al 1978 quando Calvin Klein lancia il celebre Jeans. Passano pochi anni e il brand mette a segno un altro colpo. La linea underwear uomo spopola in tutto il mondo, grazie anche alla collaborazione del cantante pop Marky Mark come testimonial della campagna pubblicitaria. Klein ha accresciuto in modo esponenziale la sua notorietà grazie alle sue discusse ma infallibili campagne pubblicitarie. E’ del 1995, quella scattata da Steven Meisel. La campagna suscitò molto scalpore, tanto che il designer fu accusato di pornografia. La campagna fu ritirata immediatamente da magazines e billboard.

La crisi finanziaria

L’ascesa senza freni del marchio continua per tutti gli anni Ottanta. La concessione di numerose licenze porta la casa di moda ad aumentare vertiginosamente il proprio patrimonio. Il marchio Calvin Klein è venduto in tutto il mondo, possiede circa 12 mila punti vendita negli USA e le collezioni sono disponibili in altri sei paesi tra Europa e Oriente; le forti pressioni economiche e l’inaspettata espansione del marchio iniziano a portare conseguenze negative.

Rischiato il tracollo economico nel 1992, lo stilista e lo storico socio in affari Barry Schwartz riconfermano la forza del brand attraverso le importanti vendite delle linee underwear e dei profumi. Ciò nonostante, tra il 1999 e il 2000 la casa di moda americana è messa in vendita. Diversi sono i gruppi del lusso interessati all’acquisto, LVMH, Pinault-Printemps-Redoute, Prada, Gucci e il gruppo Ralph Lauren. Dopo alcuni mesi e nessuna reale interessante trattativa, lo stilista e proprietario della casa di moda, decide di ritirare l’offerta di vendita del suo impero. L’azienda è acquistata nel 2002 dal colosso dell’abbigliamento Phillips-Van Heusen per 430 milioni di dollari; il designer rimane all’interno dell’azienda come unico inspirator designer per tutte le 12 linee della compagnia.

Le linee Calvin Klein

Primo e grande cambiamento in seguito alla vendita, è la partnership con l’azienda italiana Vestimenta per la produzione della linea di prêt-à-porter maschile e femminile. Questo riposizionerà il marchio americano tra le maison del lusso.

L’impero Calvin Klein, ad oggi, conta numerose linee: ck Calvin Klein (etichetta grigia, recentemente riposizionato, con licenza a Warnaco Group, Inc), Calvin Klein (etichetta bianca, linea sportswear), Calvin Klein Jeans (linea denim, in licenza a Warnaco Group, Inc.), Calvin Klein Swimwear, Calvin Klein Underwear (collezioni di intimo, concesso in licenza a Warnaco Group, Inc.), Calvin Klein Home, CK Lifestyle (profumi, biancheria intima, jeans lanciati nel 2011).

Tra critiche e successi

La forza di Calvin Klein risiede però, oltre alle numerose linee di abbigliamento, anche nelle fragranze e nei profumi. Il successo internazionale è dato dalle efficaci campagne pubblicitarie che riflettono l’identità del marchio, che incarna un preciso immaginario estetico tipicamente americano. Tra i più celebri troviamo Obsession, Eternity e Escape, Ck One e Ck Be le cui campagne sin dai primi anni ’90, hanno continuato a sfidare la coscienza e l’opinione pubblica, offrendosi come specchio di una generazione ribelle che sembrava aver idealizzato la cultura della droga e aveva fatto dell’heroine chic il suo simbolo.

klein Calvin
Bella Hadid per Calvin Klein

Molte sono state le critiche sociali rivolte alla casa di moda e alle operazioni commerciali relative ai due profumi, tanto da costringere il brand a ritirare alcune campagne considerate diseducative e fuorvianti. Altri indimenticabili successi in campo della cosmesi, gestiti dal colosso Coty, degni di nota sono Calvin Klein Eternity for Men, Calvin Klein Euphoria, le edizioni limitate Red Hot 2000 e Art Graffiti, Eternity Purple Orchid for Women del 2003, CK One Summer (nel 2004 giallo e verde, nel 2005 giallo e arancio, nel 2006 blu e verde, nel 2007 rosso e verde, nel 2008 blu, nel 2009 blu e giallo, nel 2010 arancio e giallo). Nel 2004 la società ha acquistato il nome del dominio CK.com.

Leggi anche

La biografia di Calvin Klein nel giorno del suo compleanno