Kefiah
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Kefiah

La kefiah, in italiano talvolta anche chefiah

La kefiah è un copricapo tradizionale della cultura araba e mediorientale, specialmente diffuso negli ambienti agricoli. È utilizzato anche nella regione curda della Turchia dove è conosciuto col nome di pushi o poshu

Kefiah: La scoperta di quanto fosse fashionable

Sciarpa dal decoro così optical che ha contrassegnato molte battaglie del popolo palestinese (ma anche molte partecipazioni ai cortei di contestatori tout-court e di studenti in vena di piccole rivoluzioni) si lega alla onda lunga dello chic multietnico. Anche se non si può parlare forse di trionfo vero e proprio, la sua ricorrente apparizione in passerella testimonia la voglia di nobilitare l’arte dell’apparenza (leggi, la moda) con qualcosa di più profondo, aggiornando la vecchia filosofia dell’eskimo con un tocco di frivolezza.

In genere, è fatta di seta, cotone, lana o anche lino. In genere è a scacchi neri e bianchi, ma non sono rare kefiah rosse e bianche e anche blu e bianche.

Viene indossata come copricapo, mettendola a triangolo sulla testa, di modo che ricada sulla nuca per un lato e sulle spalle con gli altri due. Spesso la kefiah è mantenuta, attorno alla fronte, con una sezione di cotone intrecciato, detta “egal”

Uso in Occidente

In occidente, la kefiah viene indossata spesso attorno al collo, dispiegando la kefiah per intero, collegando i pizzi opposti, piegandola diverse volte su sé stessa e avvolgendola attorno alla gola.

Viene utilizzata come segno di solidarietà verso il popolo palestinese.

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