Gattinoni
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Gattinoni, un cardine della moda italiana del Novecento

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Maison Gattinoni

Fernanda Gattinoni è stata una stilista italiana, nata a Cocquio Trevisago nel 1906. Fin da giovane è presso la maison Molyneux di Londra, dove apprende lo stile di una moda formale. Successivamente, nella sede di Parigi acquisisce il culto della cliente. Ritornata in Italia chiamata dalla sartoria Ventura di Milano, resta per un breve periodo, trasferendosi poi a Roma.

Fernanda Gattinoni, il meglio del Made in Italy anni ’40-50

Un atelier personale

La seconda guerra mondiale spazza via tutto, ogni cosa è da ricostruire. Nel 1944 apre il suo atelier in via Marche, prendendo con sé parte del personale del laboratorio romano di Ventura e quello che era rimasto dell’archivio della sede milanese. Grazie ai vecchi clienti, ricostruisce un’immagine nuova con radici nella tradizione.

Si trasferisce in viale Toscana 1, sede attuale dell’atelier, a pochi metri da via Veneto. Il suo atelier, adiacente all’ambasciata americana, vede come cliente abituale Claire Both Luce. Dal vicino Hotel Excelsior, arrivano e partono personaggi importanti, tra cui la mitica Evita Peron che, per un giorno, sarà anch’essa cliente di Fernanda Gattinoni.

Le star americane

Roma vive la sua Hollywood sul Tevere e le attrici sono affascinate dalla moda italiana. Ingrid Bergman veste Gattinoni sia sul grande schermo sia nella vita. Anna Magnani è sua cliente abituale; Audrey Hepburn si fa realizzare gli abiti di scena, disegnati da Maria de Matteis, per il film Guerra e Pace e vestiti di linea semplice per le sue vacanze a Capri. Silvana Pampanini predilige gli abiti ricamati. La nuova generazione apre nuovi orizzonti.

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Audrey Hepburn in Gattinoni

Il figlio Raniero

Si affianca a Fernanda, il figlio Raniero (1953-1993), educato alla ferrea scuola materna e con interessi più letterari che commerciali. Raniero chiama accanto a sé, come coordinatore, un compagno di studi, Stefano Dominella. I due pianificano, con successo, il rinnovamento della griffe. Portano idee e metodi all’avanguardia, reinventano e ripropongono l’alta moda della Maison Gattinoni in pieni anni ’80. Fernanda decide di mettersi in disparte, ma continua dietro le quinte il suo rapporto con le clienti e il laboratorio.

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Fernanda e Raniero

Raniero muore nel ’93, Stefano Dominella diventa presidente della Gattinoni e Guillermo Mariotto, nato a Caracas, già designer per Raniero, assume la direzione artistica. A stretto contatto con Fernanda, prosegue con successo il connubio tra manualità artigianale e ricerca di nuove tecnologie.

Una nuova era: gli anni ’90

Nel 1996, nasce una nuova linea di prêt-à-porter che sfila a Milano. Una linea che affianca altre licenze della maison, che vanno dalla linea Gattinoni Boutique, Pret d’Immagine, Tempo, Gattinoni Basic, alla linea Sportswear, Jeans, maglieria, pelletteria.

Debutta nel 1997 il profumo Gattinoni, abbinato a una linea di prodotti di bellezza.

Gli anni duemila

Nel 2001, Fernanda Gattinoni festeggia il suo compleanno con un prestigioso riconoscimento da parte del Comune di Roma. Il premio La Lupa, le è stato consegnato dal vicesindaco Enrico Gasbarra nella sede della Piccola Promoteca del Campidoglio.

L’anno successivo segna una grande svolta: la Maison Gattinoni è incaricata di disegnare le nuove divise per l’esercito italiano. Consiste nella prima volta che questo compito è affidato a un atelier di alta moda. Il motivo è che si vuole rinnovare l’immagine della sahariana e del color kaki. Per farlo, le tonalità scelte sono quelle di prima della grande guerra, grigio e verde, usate per 40 anni dal 1908.

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Sfilata Gattinoni firmata Guilliermo Mariotto

La morte di Fernanda Gattinoni e la svolta del brand

Novembre 2002 segna una data da (non) ricordare. Muore Fernanda Gattinoni. La sarta-stilista, fondatrice dell’omonima maison. La camera ardente è stata allestita in Campidoglio.

A febbraio, più precisamente, Mariotto secglie di vestire anche donne formose. Gattinoni Softwear è la nuova linea di maglieria creata dallo stilista per taglie “over 42”. Si è ispirato alla Anita Ekberg della Dolce Vita o di Boccaccio ’70, figura anomala per una moda che privilegia le donne sottili. In questo modo, Gattinoni Softwear sarà distribuita in tutto il mondo, prodotta su licenza da Koas Boss, azienda leader dell’abbigliamento in maglia.

Nello stesso anno, Gattinoni debutta nel settore dell’abbigliamento intimo, con la collezione Fragile, presentata a livello sperimentale, che entra in produzione. Qui l’innovazione è l’utilizzo del lattice, poiché più vicina alle esigenze di mercato.

Dal 2009 a oggi

La griffe Gattinoni nel 2009 dà la propria etichetta a diverse linee di prêt-à-porter femminile che sono presenti in molti paesi del mondo. Tutte le creazioni delle linee di produzione sono disegnate da Guglielmo Mariotto che ha la direzione stilistica dell’ufficio stile della maison.

Gattinoni ha siglato un accordo di licenza triennale con Co&Co Homewear per produzione e distribuzione di prodotti tessili per la casa. Gattinoni Domus va ad aggiungersi alle 16 licenze firmate dalla maison romana. La collezione Home Textile esalta i tratti distintivi della griffe. Nel 2014 il Comune di Roma le ha intitolato un giardino della capitale

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