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Gant

Gant, l’impero di camicie e sportswear tutto all’americana

Gant è un marchio creato da Bernard Gantmacher, emigrante ucraino che nel 1907 sbarcò a Manhattan. Un vero e proprio esemplare di “American dream” : un ragazzino di diciassette anni che riuscì a trasfmoramare una passione in quello che diventerà un vero e proprio impero.

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Bernard Gantmacher

Gant: un vero caso di American Dream

Inizialmente, lavorò cucendo colli di camicie in un laboratorio dove la futura moglie si occupava di asole e bottoni. Insieme, crearono nel ’41 una piccola impresa a New Haven nel Connecticut per la produzione di camicie per grandi firme come Brooks Brothers. Con la guerra in corso, le esigenze di materiali mettono sotto pressione produttori di camicie come Gantmacher. Trovare tessuti di alta qualità diventa difficile, ma con la fine della guerra una nuova speranza si apre per Bernard. Nel ’49, con l’entrata dei figli in azienda, Bernard crea Gant Inc, lasciando da parte la produzione di vestiari per altre aziende, ma mettendosi in proprio. Così, sempre in quell’anno, Gant rivela la prima collezione di sportswear e la celebre camicia botton-down venduta nei migliori negozi.

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Paul Newman in una camicia button-down

Un successo però tutt’altro che inaspettato. Con la fine della guerra, i giovani militari riprendono la propria vita da civili e danno inizio a una nuova era per l’abbigliamento da uomo. E ovviamente, camicie leggere, t-shirt casual e pantaloni morbidi sono un terreno fertile per l’ascesa di Gant. Un marchio che fin dal principio è stato concepito dal fondatore per soddisfare i bisogni delle masse, unendo accessibilità e cura del prodotto.

L’Ivy League Look

L’azienda diventa in pochissimo tempo la seconda produttrice mondiale di camicie. Con il suo logo a forma di rombo e l’iconica G stampata sotto il collo della camicia, il look casual-elegante di Gant influenzò un’intera generazione. In particolare, gli studenti di Yale degli anni ’50 utilizzarono in grande misura le camicie button-down firmate Gant. Nasce così l’Ivy League look, classico esnamble degli anni ’50 composto da scarpe in pelle di daino bianche, pantaloni di flanella grigi, camicie button-down e giacche con spalle naturali.

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Studenti di Yale con camicie Gant

Gli anni ’70-’80: una nuova direzione

L’inizio degli anni ’70 è segnato da diversi cambiamenti. Dopo aver cambiato nome in “Gant shirtsmaker”, l’azienda venne ceduta nel ’68 alla Phillips Van Heusen Corporation. E con questa nuova direzione, nasce la camicia Rugger, caratterizzato da ampie righe colorate. Una linea tutta al femminile rappresenta l’altro elemento fondamentale di un brand che tenta di essere sempre più all-inclusive.

Nei primi anni ’80, un gruppo di giovani svedesi ottiene, con la licenza del marchio, piena autonomia creativa. Nasce una collezione europea più attraente di quella americana e, nel ’99, Gant arriva nelle mani degli svedesi della Pyramid Sportswear. Gli altri soci sono la Phillips Van Heusen e il Gruppo francese Lvmh, che ne disegnano il futuro.

Gli anni duemila

2003, luglio. Van Heusen, azienda americana specializzata in camicie da uomo, che ha recentemente acquisito Calvin Klein, ha concluso l’accordo di vendita della sua partecipazione azionaria di minoranza nella svedese Gant. L’azienda è stata acquistata per circa 19 milioni di dollari da un nuovo Gruppo posseduto da LV Capital, società finanziata da Lvmh, dalle tre società fondatrici di Gant e dalla società a capitale privato 3i Group.

Nel 2006, Gant sale di nuovo alla ribalta. Robert F. Kennedy Jr. indossa l’iconica camicia button-down, e diventando il volto della campagna di marketing più estesa fino ad oggi. Successivamente, nel 2008 più precisamente, la holding svizzera Maus Frères acquista la società. Il passaggio di società segna un rinnovamento dei classici del brand, come la Rugger da parte dello stilista Michael Bastian. In seguito, nasce House of Gant, che include a linea principale di GANT, dedicata allo stile di vita attivo e al tempo libero, GANT Diamond G, raffinato ma travel-friendly, e GANT Rugger, testimone di un’eleganza laissez-faire.

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Negozio Gant

 

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