Etro
E,  Marchi e case di moda

Etro 1968, da Gerolamo Etro detto Gimmo

Etro è una casa di moda italiana, fondata a Milano nel 1968 da Gerolamo Etro.

Gerolamo Etro

Gerolamo Etro, detto Gimmo, è un appassionato collezionista di moda, quadri e oggetti di antiquariato inglese (in questo coadiuvato dalla moglie Roberta, donna di gusto e intuito), nonché cultore di storia antica. Nel 1981 reinterpretò l’antico disegno indiano del paisley, impiegandolo su ogni materiale e prodotto al punto da farlo divenire distintivo del marchio.

Gerolamo Etro

Il quartier generale milanese, situato in via Spartaco, viene rinnovato nel 1977, per accogliere, oltre agli uffici, anche l’archivio tessile del marchio e una biblioteca, costituitasi nel 1974 e comprendente libri rari e preziosi. Nel 1984 l’azienda amplia la propria produzione, introducendo la collezione Home, che comprende tutti i prodotti per arredare la propria casa, dai mobili ai complement d’arredo.

Successivamente, quando si espandono le linee di prêt-à-porter maschile e femminile e viene lanciata la prima collezione di fragranze, per riflettere il nuovo corso del marchio si decide di aprire il flagship store di via Montenapoleone.

L’azienda è stata gestita dai quattro figli di Gerolamo: Kean è stato Direttore Creativo delle collezioni maschili e Veronica di quelle femminili; Jacopo è stato il Direttore Creativo per le linee di accessori, pelletteria e arredamento ed è stato a capo del reparto di comunicazione; Ippolito, che ha iniziato in amministrazione, è stato Direttore Generale del marchio.

Gli anni 2000 Gerolamo Etro

Nel nuovo millennio Etro inizia a esplorare il concetto di “nuova tradizione”, un’idea che ha unito diverse collezioni consecutive. In questo periodo l’azienda amplia i propri mercati, aprendo negozi a New York City e nel quartiere Ginza di Tokyo. Dal 2013, inoltre, l’azienda apre il proprio canale di vendita online.

Kean e Veronica Etro

É il 2014 quando Rizzoli pubblica la monografia Etro e il marchio inaugura, nel quartiere milanese di Brera, il concept store Vicolo Fiori. Negli stessi anni, inoltre, ha dato avvio al progetto Circolo dei Poeti, sostenuto da Kean Etro, che prevede la collaborazione con giovani artisti e dimostra l’apertura della casa di moda a qualsiasi forma di arte, non soltanto alla moda.

A luglio 2021 la famiglia Etro, dopo 55 anni di attività, ha venduto l’azienda al fondo L-Catterton Europe, che ha così rilevato il 60 % del capitale. Il motivo della vendita è da individuare nella ricerca di un partner ideale per consolidare la posizione dell’azienda ed imprimergli una nuova crescita. La nuova proprietà ha apportato dei cambiamenti interni, come la nomina di Fabrizio Cardinali ad AD e quella di Marco De Vincenzo a Direttore Creativo. La famiglia fondatrice non è stata estromessa: Gerolamo ha assunto il ruolo di Presidente, mentre i figli Kean, Veronica e Jacopo continuano a collaborare alla realizzazione delle collezioni. 

Pur avendo avviato iniziative per la redditività e la generazione di cassa, nel 2022 ha perso 23,6 milioni su 282 milioni di fatturato.

La ricapitalizzazione segue la chiusura del bilancio 2022 con perdite significative nei conti civilistici (28,3 milioni di euro) e consolidati (23,6 milioni di euro su 282 milioni di euro di ricavi), nonché la fusione estiva di Etro e della sua controllata Nuova publitex.

Sebbene i proprietari del marchio fossero del tutto soddisfatti, nella riunione del 27 settembre 2022 è stato deciso che se non sottoscriverà in tutto o in parte l’aumento entro la fine dell’anno, L Catterton assumerà la quota di Etro.

etro

Lo stile 

Etro è sinonimo di uno stile di vita che si basa sulla qualità e sulla sofisticazione: non solo in termini di design, ma anche per quanto concerne materiali e tecniche di produzione. Questo universo di eleganza deriva dall’innata passione di Gerolamo Etro per i viaggi e per la storia, temi che ora sono diventati il leitmotiv di tutte le linee del marchio.

Conclusioni: Gerolamo Etro, detto Gimmo, è un appassionato collezionista di moda, quadri e oggetti di antiquariato inglese (in questo coadiuvato dalla moglie Roberta, donna di gusto e intuito), nonché cultore di storia antica

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