Zazous

Stile provocatorio e corrente di pensiero francesi, circoscritti a Parigi e al Nord della Francia occupati dai tedeschi, dal 1940 al ’44. Espressione simbolica che riassume un intero mondo e modo di pensare. Deriva dal nome di un capo di abbigliamento, lo zoot suit americano, il tailleur aderente indossato con tacco alto: termine rielaborato poi in francese ispirandosi al suono dello swing jazz tradotto onomatopeicamente in zazou-zazou-zazouhe. Pur essendo un movimento limitato come numero di appartenenti, gioca un ruolo centrale nella cultura francese anticipando la corrente esistenzialista. Da stile, da dandysmo che era, prende via via consistenza trasformandosi in una corrente politica contemporanea al periodo del regime di Vichy. Questa sorta di punk francesi dell’occupazione, come sono stati definiti gli zazous, avevano adottato un abbigliamento a dir poco provocatorio. Ponendosi come stranieri alla loro contemporanea realtà, vivevano perennemente indossando occhiali da sole e giocando con lo yo-yo. L’abbigliamento-divisa degli zazous comprendeva completi aderenti, con fantasie dal quadrettato gigante, appesantiti da dettagli praticamente inutili come tasche con pattella, martingale e spalle rialzate. I pantaloni erano a tubo. Il tutto indossato su calze corte di color bianco o giallo mostarda e calzature con le suole di cuoio volutamente non lucidate e dall’aspetto trasandato.