Yé-Yé

Movimento giovanile e conseguente moda degli anni ’60. I Beatles, leader incontrastati nel campo della musica, dominarono il costume giovanile di quel decennio, sia nel modo di vestire sia nel taglio dei capelli. In Francia l’onomatopeico ritornello dei baronetti della musica Yeah, Yeah, Yeah, sintetizzato in yé-yé, viene scelto per riassumere lo stile dell’abbigliamento di quel periodo. Anni durante i quali i mass media hanno un ruolo fondamentale nell’esplosione dei consumi di massa e, a questo scopo, si servono della moda come strumento di marketing per indirizzare e modificare in continuazione il gusto del pubblico, così da creare sempre nuove esigenze. Televisione e automobile si diffondono sempre più. Nella vendita dell’abbigliamento hanno grande fortuna i negozi rivolti ai giovani, dove è possibile vestirsi e scegliere da soli. Si diffondono anche le catene con prodotti a medio e basso costo. Trionfano gli stampati dai colori accesi derivati dalla Optical Art, la minigonna creata da Mary Quant e le creazioni dalle tinte tenui di Barbara Hulanicki conosciuta come Biba. Appaiono i nomi di André Courrèges e Paco Rabanne. Declina il mondo dell’haute couture e prende sempre più piede il prêt-à-porter. Anche l’abbigliamento maschile si accende di colori. Nel 1969 lo stilista Rudy Geinrich afferma: “L’alta moda non ha più lo stesso significato perché non hanno più lo stesso significato i soldi, lo status, il potere. Ora la moda inizia nelle strade. Ciò che faccio è guardare cosa indossano i ragazzi. Io dò forma al loro stile, lo interpreto e vi aggiungo qualcosa di mio, e così diventa moda”.