Wiener WerkstÌtte

(1903-1932). Laboratorio fondato dall’imprenditore Fritz Waerndorfer, dall’architetto Josef Hoffmann e dal pittore Koloman Moser, la Wiener WerkstÌtte si pone l’obiettivo di riformare l’artigianato d’arte, ricomponendo le distanze tra artigiano e artista, tra esecuzione e progetto secondo rigorosi criteri qualitativi. La sezione moda si apre ufficialmente il 9 marzo del 1911, ma già precedentemente a questa data si registrano interessi della scuola verso la progettazione sartoriale, come dimostrano alcuni disegni di Hoffmann stesso, destinati a clienti di riguardo, eseguiti dall’Atelier viennese delle sorelle Floge, legate alla Wiener WerkstÌtte sin dal 1904. Negli album fotografici del Laboratorio si trovano alcune foto della compagna di Klimt, Emilie, in abiti stile neo-impero che sottolineano tale collaborazione. Tra i molti artisti chiamati a cooperare come Maria Likarz, Otto Lendecke, Marianne Zels, spiccano le figure di Eduard Josef Wimmer-Wisgrill (1882-1961), direttore artistico della sezione moda dall’11 al ’22 e di Max Snischek (1891-1968) che subentra al precedente dal ’22 fino al ’32. Fondamentale di tutta l’attività di questa sezione l’impegno per l’affermazione di un abito razionale e riformato, semplificato nelle linee, contrario a strutture costrittive come il busto e raffinato nelle decorazioni, ispirate ai motivi del liberty austriaco. Dopo una parentesi nazionalista durante il primo conflitto mondiale, negli anni ’20, la moda del Wiener WerkstÌtte si apre anche verso l’esterno, conoscendo un momento di grande fortuna grazie a una diffusa tendenza verso la semplificazione delle linee di quel periodo. Nel ’17 viene aperta una filiale a Zurigo, nel ’29 a Berlino e più tardi anche a New York: attrici e donne del jet set internazionale acquistano capi della Wiener WerkstÌtte per la scena e per la vita privata. Successo particolare ottengono gli abiti-pigiama in seta a forma di cappa o di robe-manteau dalle forme destrutturate. A questo periodo, compreso tra gli anni ’10 e gli anni ’20, risalgono i contatti tra Paul Poiret e la sezione moda della scuola di arti applicate. Nel ’26 la crisi economica e l’inflazione che attanagliano l’Austria costringono il Laboratorio a un concordato, per non incorrere nel fallimento. Nel ’28 la Wiener WerkstÌtte festeggia i 25 anni di attività con una grande sfilata di modelli: nonostante questa operazione, le difficoltà finanziarie costanti dovute alla generale insicurezza economica di quegli anni portano nel ’32 allo scioglimento della ditta e alla sua liquidazione, mediante un’asta di tutto il posseduto. Il grande merito della sezione moda della Wiener WerkstÌtte rimane comunque quello di aver portato il gusto di una moda artistica e d’avanguardia alla ribalta del grande pubblico e di aver trasformato il costume “elitario-riformato” in una “moda applicata”.