Visionaire

Trimestrale americano di moda e arte. Tira 2 mila copie ma fa più tendenza di qualsiasi altro giornale degli States. Ogni numero è monotematico. Lo hanno fatto nascere e lo dirigono Stephen Gan, redattore di moda del mensile Details, la modella Cecilia Dean e James Kaliardo, truccatore e parrucchiere. Lo definiscono “album d’ispirazione”. Il primo numero, uscito nel 1991, costava 10 dollari in edicola e 10 mila per produrlo. Il ventiquattresimo, per cui Tom Ford, stilista di Gucci, si è improvvisato art director, si vendeva a 425 dollari e complessivamente l’intera edizione aveva assorbito un miliardo e mezzo di lire. È praticamente composto a mano e ha continue e finanziariamente onerosissime invenzioni di packaging. Nei confronti della moda, ha un distacco ironico. Colpisce, senza affondare i protagonisti delle griffe. L’umorismo è, del resto, la chiave del successo di questa testata che si regge senza pubblicità.