Valli

Giambattista Valli collezione FW 16-17

Valli, Giambattista (1966). Stilista italiano. Nasce, e trascorre il primo periodo della sua vita, a Roma. A soli otto anni resta affascinato dalle immagini di Claudia Cardinale ne Il Gattopardo, da Marilyn Monroe che in abito rosso canta I diamanti sono i migliori amici delle donne, e da Rita Hayworth in Sangue e Arena. Nel 1980 frequenta una scuola d’arte: e scopre i disegni di Cocteau, le illustrazioni di Gruau per Dior, gli acquarelli di Saint-Laurent: e li imita, li copia, li “consuma”. Nell’86 frequenta la scuola di moda all’Istituto Europeo di Design, l’anno seguente un corso d’illustrazione alla Saint Martin’s School of Art. Nell’88, il grande incontro con Roberto Cappucci. Poi, lo troviamo da Fendi nel 1990 come senior designer per la linea Fendissime, nel 1995 da Krizia sempre come senior designer per la linea di prêt-à-porter femminile.

Abito bustier nero in tulle. Collezione FW 2005

Nel ’97, Emanuel Ungaro lo nomina direttore dell’ufficio creativo couture e prêt-à-porter e dal 2001 è anche direttore artistico delle linee prêt-à-porter Ungaro Fever, Accessori, Licenze. “Monsieur Ungaro”, dice Valli, “è uno dei miei maestri: con la sua generosità di creazioni e di vita, la sua amicizia, la sua confidenza.” Dal passato, porta in primo piano Schiaparelli e Walter Albini per il loro anticonformismo. Parigi lo ha accolto dapprima — ovviamente — con curiosità, poi con attenzione, quindi con entusiasmo: di stagione in stagione, ha sempre più conquistato la clientela di Ungaro.

Giambattista Valli

La collezione di prêt-à-porter per l’autunno-inverno 2003-2004, presentata a Parigi, è super applaudita per aver portato in passerella, in momenti bui, uno sprazzo di ottimismo con drappeggi, nuvole di chiffon per abiti e bluse, scritte con gli strass: quel tanto di sogno che è parte inscindibile e doverosa, della moda. Il contratto con Ungaro scade nel 2005: terminata la collaborazione, Valli si allea con Gilmar per lanciare un’etichetta che porti il suo nome. L’accordo prevede inoltre la collaborazione dello stilista con la direzione artistica di Iceberg, altro marchio del gruppo. Le collezioni di Giambattista Valli, che sfilano a Parigi, entusiasmano fin da subito la stampa di settore, che parla di demi-couture, mentre il favore di numerose celebrities (Lee Radziwill, Diane Kruger e Dita Von Teese solo per citarne alcune) contribuisce a rendere famoso il marchio anche presso il grande pubblico.

Amal Clooney in Giambattista Valli per la prima uscita ufficiale dopo il sì pronunciato a George Clooney

Ha aggiunto accessori, pellicce e collezioni da sposa alla sua etichetta nel 2007, dopo aver rifiutato la posizione di direttore creativo di Valentino. Per l’autunno 2008 Valli si ispira a Cries and Whispers di Ingmar Bergman, l’artista surrealista Meret Oppenheim e “Cappuccetto rosso”. Ciò spiegherebbe la tavolozza dei colori dello spettacolo, che lentamente è passata dall’avorio al rosa shocking al rosso sangue, con un paio di stampe lungo la strada. La silhouette è una lunga mostra di volume, che si apre con una gonna a pieghe abbinata a coprispalle di pelliccia, che si muove attraverso gli abiti ondeggianti di bozzolo che sono diventati la sua firma.  Infine esplode in un finale di abiti da ballo con corpetti aderenti e senza spalline in cima a enormi gonne in mongolfiera. Nello stesso anno amplia le sue collezioni, con l’introduzione di una linea di pellicce e di abiti da sposa. Nello stesso anno lo stilista viene chiamato da Moncler, per assumere la direzione artistica della linea Gamme Rouge.

Nel dicembre 2010 apre la sua prima boutique in Rue Boissy d’Anglas a Parigi, la prima boutique interamente dedicata alle collezioni prêt-à-porter del marchio, pellicce e accessori tra cui scarpe, borse e gioielli. 6 anni dopo il lancio del proprio marchio, nel luglio 2011 Valli presenta la prima linea di alta moda del suo marchio per l’autunno / inverno 2011-2012 nella sfilata di Haute Couture di Parigi. Lo stesso anno Valli ha collabora con Macy per una collezione in edizione limitata.

La collezione couture autunnale del 2013 si ispira alla ceramica. Lo spettacolo si apre con una serie di otto look in bianco di Capodimonte. Dopo Capodimonte giunge Wedgwood. Il rosso sangue e rosso di Francia arriva dopo. I ricami multicolore influenzati da Meissen escono per ultimi. Per il prêt-à-porter dell’autunno 2014, la collezione comprende gonne corte, fiori esagerati e maniche estese. La palette Valli è variopinta, proponendo delicati rosa e rossi. Lo stesso anno a settembre, Giambattista Valli ha lancia una nuova etichetta Giamba (il suo soprannome), che viaggia contemporaneamente alla sua etichetta omonima e per essere più divertente e giocoso.

La collezione couture di primavera del 2016, scattata subito dopo gli attacchi di Parigi di novembre, si trova ispirazione nei famosi giardini della città. “È una specie di ringraziamento a Parigi“, dice Valli nel backstage. Questa collezione si sviluppa su volumi esagerati insieme a maniche vescovili, dorsi Watteau e alcuni abiti a vita impero.

Giambattista Valli lancia una capsule collection di activewear nel 2017, espandendo la vendita al dettaglio. L’iniziativa segna i primi passi dell’espansione pianificata dell’etichetta nell’ambito della sua nuova partnership con la famiglia miliardaria Pinault.

Giambattista Valli Style

Lo stile distintivo di Valli ruota attorno a fiori, tulle (organza), lunghezze corte e volume esagerato. Giambattista è noto per la sua eleganza senza tempo. Offrendo abiti chic per lo stile di vita del jet set, alcuni dei suoi abiti sono stati paragonati a modelli couture. I suoi disegni danno un’impressione di romanticismo, sensualità e armonia.

Le creazioni in stile couture di Giambattista Valli trovano un seguito fedele grazie al loro fascino glamour ma pratico, con la finitura impeccabile dei suoi pezzi che riflette gli anni trascorsi a perfezionare le sue abilità in rinomate case di moda italiane.”Quando sento che qualcosa è alla moda, voglio fare il contrario“, commenta rivolgendosi alle tendenze. Lo stilista disegna il  proprio gusto: la moda non riguarda tanto l’abbigliamento quanto lo stile.

Situazione attuale

Giambattista Valli è l’unico designer vivente che usa il proprio nome per mostrare sia la linea prêt-à-porter sia quella di alta moda. Indipendente anche dopo l’acquisizione di una minoranza di quote da parte del Groupe Artémis di Kering nel 2017, mantiene ancora un ampio controllo del suo marchio come all’inizio da quando lo ha fondato.

350 metri di organza per l’abito in tulle color lime della collezione Couture spring 2018

A gennaio 2018, Valli mette in mostra un abito in organza verde lime chiaro come un elemento wow per la sfilata Haute Couture Primavera / Estate 2018 a Parigi. Con l’abito, che utilizza fino a 350 metri di organza, Valli sbalordisce il mondo con la sua creatività illimitata, visione stravagante ed eccellente capacità di cucito.

La  collezione di prêt-à-porter dell’autunno 2018 presentata da Giambattista Valli si ispira ai pionieri nomadi degli anni ’70 che hanno viaggiato per consentire alla cultura di altri luoghi di ampliare le loro prospettive e accrescere la loro arte. Alighiero Boetti in Afghanistan, Francesco Clemente e Alba Primiceri a Pondicherry, e più recentemente Gabriella Crespi nel suo eyrie himalayano sono stati alcuni degli esempi inseriti in questo melting pot dorato e globalizzato di una collezione.

Giambattista Valli x H&M

Nel 2019 lo stilista romano lancia la sua “collezione democratica e inclusiva” nata in partnership con il colosso svedese della moda low cost, H&M. Il progetto, presentato all’interno del Doria Pamphilj di Roma (luogo che ha accolto anche Diana Vreeland come ambientazione di un servizio fotografico per Vogue US che consacra il pigiama palazzo di Irene Galitzine) è l’esempio di quanto la moda possa essere mutabile. Haute Couture e low cost, un binomio impensabile ma che trova espressione in questa collaborazione. Il DNA della griffe italiana rimane inalterato ma si applica ad un lusso democratico fatto di perline in plastica (anziché di Swarovski) e tulle di poliestere. La collezione, che  vede protagoniste le maggiori influencer del momento, tra cui Kendall Jenner e Chiara Ferragni, è il debutto nella moda maschile del designer che realizza alcuni capi concepiti per vestire l’uomo di oggi.

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