Triumph International

Gruppo produttore di biancheria intima, corsetteria e costumi da bagno. Nasce nel 1886 in Germania. È presente sui mercati di 120 nazioni dall’Europa all’America, all’Australia, all’Asia, all’America Latina, con una produzione di oltre 200 milioni di pezzi all’anno, realizzati in fabbriche di 15 diversi paesi. La forza di lavoro complessiva è attorno ai 35 mila dipendenti. Il volume delle vendite supera i 2 mila miliardi. Nel 1986, il Gruppo ha acquistato la francese Hom (abbigliamento intimo, tempo libero e mare), il cui marchio è andato ad aggiungersi a quelli Triumph, Sloggi (soprattutto slip per uomo e donna: 12 milioni di pezzi l’anno), Gaja (lingerie). Dal ’94, i prodotti del Gruppo superano i testi ecologici sia per quel che riguarda i materiali impiegati sia per le fasi di lavorazione. Nel ’96, è stata lanciata una mutanda da uomo rivoluzionaria con spacco-apertura orizzontale. Tre anni dopo, è stata la volta di Aqualife Body Float, un costume da bagno che, grazie a un particolare materiale a struttura cellulare, aiuta a galleggiare. Il fatturato italiano è di 160 miliardi di lire, con 419 dipendenti. Dopo la campagna di boicottaggio nei confronti della multinazionale, chiude lo stabilimento Myanmar Triumph International, a Rangoon in Birmania. Le accuse, anche da parte della International Labour Organization, erano di sfruttamento del lavoro minorile e di aver favorito economicamente il regime militare di Rangoon. La campagna mostrava un reggiseno di ferro con lo slogan Support breasts not dictators (Sostieni il seno non i dittatori). Mille gli operai licenziati. Ai marchi già esistenti si aggiungono Valisère e BeeDees. Alla fine dell’anno, il volume di investimenti è di 50,5 milioni di franchi svizzeri, i dipendenti sono 37.273, il fatturato registra una flessione rispetto all’anno precedente di meno 4,6 per cento. Apre un nuovo (il primo è a Trescore Balnerario, dove la Triumph ha la sede italiana) outlet all’interno del Fidenza Village in provincia di Parma.