Treacy

Philip (1967). Modista e stilista irlandese. Nasce a County Galway. Si trasferisce a Londra per frequentare un master al Royal College of Art (1990). Considerato l’enfant prodige dei cappelli, già da studente comincia a collaborare con famosi stilisti come John Galliano e Rifat Ozbek. Nel ’91 apre il suo atelier e lancia la propria linea prêt-à-porter, oltre a iniziare una fortunata e continuativa collaborazione con Karl Lagerfeld e Chanel. Vince il premio British Accessory Designer of the Year e comincia a partecipare alla London Fashion Week. Firma con i grandi magazzini Debenhams un contratto per una linea a larga diffusione. Le sue geniali e stravaganti creazioni sono esposte in varie mostre: ’96, la Biennale di Firenze; ’97, la mostra Cutting Edge al Victoria and Albert Museum di Londra; ’98, Addressing the Century: 100 years of Art and Fashion alla Hayward Gallery di Londra. Crea per la televisione e nel ’98 è responsabile per la campagna pubblicitaria della Max Factor International. Nel ’99 collabora con la Maison Givenchy di Parigi. 1992, ’93, ’96, ’97. Vince il premio British Accessory Designer of the Year che gli era già stato conferito nel 1991. Dal 1999 al 2003, amplia le collaborazioni con le grandi firme: le sue creazioni accompagnano i capi di Versace, Valentino, Alexander McQueen, Thierry Mugler. Disegna accessori anche per l’uomo. Il cappellaio inglese, che serve la Real Casa, è presente a Roma, ospite per la manifestazione Donna sotto le stelle, la sfilata lungo la scalinata di Trinità dei Monti. Per la settimana alta moda di Parigi, il “cappellaio matto” fa un ironico omaggio alla Pop Art di Andy Warhol. Naomi sfila con una lattina di zuppa Campbell’s sulla testa, le altre modelle reggono in bilico sui capelli una buccia di banana o le immagini, in puro stile wharoliano, di Marylin Monroe, Liza Minnelli, Tina Chow. Le insolite acconciature accompagnano gli abiti di Calvin Klein, Kate Moss, David Beckam, Joan Collins. Non tutto però è omaggio a Warhol. Sfilano anche creazioni di Treacy, leggerissime ed evanescenti, brillanti e luminose, come sempre estrose e piene di fantasia, che ondeggiano come mobiles di Calder. Nel Natale 2003 realizza in edizione limitata degli esclusivi tappi per lo champagne in argento per la casa MoÍt & Chandon, ispirati al suo famoso cappellino Red Comet, con una serie di spirali che si allontanano dal centro della struttura. Del 2006 invece è la collaborazione con Umbro per la realizzazione di una linea sportswear in edizione limitata, creata per due stagioni consecutive. L’ispirazione è quella dell’iconografia calcistica, tenendo fede ai colori e alle silhouette tipiche delle divise in jersey degli anni ’60 e ’70.