Timberland

Marchio di scarpe indissolubilmente legato al concetto di out door che ha interpretato iniziando dalle calzature per poi abbinare l’abbigliamento (uomo, donna e bambino) e una vasta linea di accessori. La sua storia inizia quando, nel 1918, Nathan Swarts dalla Russia si trasferisce nel New England e vara una bottega artigiana di scarpe. Ha successo e, insieme ai figli Herman e Sidney, compra metà delle azioni della Abington Shoe Company. La produzione è caratterizzata dalla forma a iniezione, cioè da quella tecnologia che permette di attaccare la suola alla tomaia senza cuciture, garantendo in tal modo la totale impermeabilità delle calzature. Nel ’73, gli Swarts creano il marchio Timberland (la terra degli alberi). Il logo raffigura una quercia. Nel ’79, lanciano il primo modello da barca e affrontano il mercato italiano. Dal ’91, la Timberland è quotata alla Borsa di New York. Presente in 88 paesi con 132 punti di vendita. Nel ’98 ha realizzato un utile netto di 38,4 milioni di dollari. Erano 29,8 nel ’97. Per presentare la collezione autunno 2002 di abiti da lavoro, Timberland sceglie modelli d’eccezione. Protagonisti del primo Timberland “Working Man’s Fashion Show”, gli operai impegnati nella ristrutturazione dello storico Field Stadium di Chicago. Alta tecnologia nella confezione, resistenza all’acqua, uso di materiali hi-tech e libertà di movimento sono le caratteristiche di questa nuova collezione, con capi come la tuta integrale a tenuta stagna o il giaccone di pelliccia con cappuccio per temperature polari. In questa occasione Timberland ha anche presentato in anteprima alcuni modelli di abiti e scarpe della collezione primavera 2003. Nel primo trimestre, il fatturato registra un più 20 per cento (271 milioni di dollari) e un più 39 per cento di utile netto (19,3 milioni di dollari). A far salire i bilanci è stato l’export, che copre il 49,5 per cento dell’intero giro di affari. Pur essendo le calzature il punto di forza dell’azienda, le migliori performance sono state ottenute con l’abbigliamento e gli accessori. Hodges Boo è il nuovo stilista per la linea donna: debutterà con la collezione primavera-estate 2004. Ha lavorato da Paul Smith ed è entrato in Timberland nel novembre 2002. L’obiettivo è quello di “rinnovare” i classici capi Timberland in chiave più glamour e femminile, con capi aderenti al corpo e più sexy. Si vuole così ampliare e rafforzare l’immagine della linea donna, che rappresenta attualmente il 10 per cento del giro d’affari Timberland. Sul mercato italiano Timberland è presente con 108 negozi in franchising, e ha incrementato notevolmente il fatturato in Italia. Nel 2002 la cifra è stata 72 milioni di euro (più 30 per cento) con previsioni per fine 2003 di 84 milioni (più 17).  In linea con la sua filosofia e identità di brand, negli ultimi anni Timberland ha adattato i suoi processi produttivi per limitare l’impatto ambientale delle sue attività, aderendo a una serie di iniziative per il rispetto dell’ambiente. Una politica di responsabilità sociale che ha trovato sbocco in diverse iniziative globali, come l’Earth Day, giornata dedicata alla sensibilizzazione ecologica.