Terragni

Sandro (1908-1978). Industriale comasco della seta. È stato fra i più innovativi e, per creatività, uno straordinario alleato degli stilisti italiani fra gli anni ’50 e ’70, il periodo in cui nasce e matura il made in Italy. Primo di cinque fratelli, si diploma alla Scuola Serica di Como ed entra nella tessitura che lo zio paterno Alessandro aveva fondato nel 1920. Dopo alcuni anni di tirocinio, la rileva insieme al fratello Mario che, come amministratore, rimarrà sempre al suo fianco. Durante il secondo conflitto mondiale, produce anche paracadute. Nel dopoguerra, trasferisce lo stabilimento da via Indipendenza (era accanto alla casa di Giuseppe Terragni, il grande architetto novecentista che, però, non era suo parente) a via Viganò, lo porta a 120 telai e apre una stamperia a Montano Lucino. Univa in sé una mirabile capacità tecnica e una forte creatività. Nella tessitura, le sue innovazioni riguardano le prime mischie di filati per tessuti pregiati come i rasi e i marocaines, le prime mischie di aceti lana e acetati viscosa. Nella stampa, il devoré, le corrosioni, la stampa multicolore, la stampa “a imbuti senza quadro” che ha brevettato. Ha collaborato con gli stilisti Irene Galitzine, Heinz Riva, sorelle Fontana, Dior, Balenciaga, Saint-Laurent. Dalla sua morte, l’azienda è solo “converter” ed è portata avanti dal figlio Giorgio e dal nipote Paolo.