Takizawa

Naoki (1960). Stilista giapponese. Laureato alla Kuwasawa Design School nel 1981, entra, l’anno successivo, a far parte del Miyake Design Studio. Inizialmente è responsabile della linea Plantation, ma nell’89 comincia a lavorare alla collezione femminile e, nel ’92, diventa designer associato. Ma è nel ’93 che gli viene affidata la piena responsabilità della linea uomo che porta appunto il suo nome: Issey Miyake Men by Naoki Takizawa. Nel settembre del ’98, riceve il Mainichi Fashion Grandprix, riconoscimento che il Mainichi Newspaper, uno dei più importanti quotidiani giapponesi, tributa ogni anno a personaggi che si siano distinti nel campo della moda. &Quad;2001, gennaio. Per Moda Uomo Milano, la nuova collezione autunno- inverno di Takizawa per Issey Miyake è stata una vera performance poetica, divisa in tre momenti, per tre diversi modi di vestire. Tre mondi immaginari ricreati sulla passerella, il mondo dell’ombra, del ghiaccio, della luce. In un equilibrio stilistico e cromatico, l’uomo nell’ombra indossa giacche corte o lunghe al ginocchio, gilet e maglioni di linea morbida e destrutturata, su toni indefiniti di “non colore”, o nei colori della terra, in lana, velluto, pelle scamosciata. L’uomo sui ghiacci predilige linee orientaleggianti, giacche e camicie con collo alla coreana, lunghe sciarpe a mo’ di scialli sulle giacche, vistosi boa di lana intorno al collo, cappelli con guarnizioni di pelliccia, tutto in blu e nero. Poi si fanno strada il colore e la fantasia: l’uomo al sole porta camicie e maglioni a strisce colorate, gilet ecru con disegni arancioni, è circondato dai colori più accesi, arancio, verde, rosso. E la sfilata finisce nell’entusiasmo, in una prorompente allegria: i modelli ballano, saltano, lanciano in aria e calpestano giacche e camicie, sciarpe e berretti. È la festa dei fiori di ciliegio che cadono in inverno e ricoprono a cascata le teste delle modelle e la passerella. Gli abiti sono stampati a fantasie bianche e nere, le gonne e le casacche sono coloratissime, arancio e marrone, blu, rosso, verde. Libellula, i nuovi occhiali hi-tech, disegnati da Naoki Takizawa e Alain Mikli. Ideati in Francia ma prodotti in Giappone, dopo tre anni di studi, della libellula hanno appunto la leggerezza e i colori, grazie a materiali come titanio, acetato e grilamid. Si piegano e si conservano in una custodia a uovo. Sulla passerella di Parigi la donna di Issey Miyake, disegnata da Naoki Takizawa, è avvolta in lunghi nastri cuciti in modo sartoriale. Si avvolge come un baco nel bozzolo in sete luminose. Abiti lunghi quasi monacali si muovono in sottili giochi di plissé, giacche e blazer riprendono il movimento della risacca sulla riva, lunghe sciarpe ondeggiano avvolte intorno ai colli, tutto è mutevole e cangiante. Riferimenti alla natura anche per gli accessori, lucidi e setosi. Borsette come le valve dei molluschi, zaini a scarabeo, borsellini a conchiglia sulle cinture. &Quad;2002, giugno. Per la collezione maschile estiva, le proposte sono colorate. Righe, piccole e grandi, in vari abbinamenti di colore, un patchwork che rallegra lo stile metropolitano. Bermuda ampi e lungi, completi con giacchine corte e diritte, giacche-camicia, a fiori o double-face. &Quad;2003, gennaio. In una sfilata dedicata ai viaggiatori, il capo spalla più adatto, dichiara il delfino di Miyake, è il poncho. Pezzo tradizionale che viene rivisitato: “Serve a proteggere il viaggiatore, lo libera da costrizioni. Sarebbe piaciuto a Jack London”. Nel 2007, col sostegno economico del gruppo Miyake, fonda il marchio che porta il suo nome, debuttando sulle passerelle di New York con la collezione prêt-à-porter Primavera/Estate 2008, senza rinunciare alla sua attitudine a mischiare moda e tecnologia e usare materiali come lamine di rame e sterline d’argento. Con la collezione successiva torna alle passerelle parigine, dove aveva lavorato per tanti anni al fianco di Issey Miyake.