Tahari

(1952). Stilista israeliano. Lavora a New York. È il portabandiera dei tessuti stretching. Ama il look moderno, comodo e sexy. È cresciuto in Israele dove inizia gli studi di ingegneria elettronica che abbandona appena arriva a Londra. Scopre la moda lavorando come fattorino presso una ditta di vestiti. Ma il suo vero sogno è New York dove riesce ad approdare nel 1971, durante il boom della vita notturna. Trova impiego come elettricista nel Garment District (quartiere dei tessuti), impara le tecniche del cucito e di notte s’immerge nello scatenamento newyorkese. Si ispira proprio a quella gioventù per creare il suo primo top aderente che, ideale per le serate folli dell’epoca, lo rende miliardario nel giro di pochi mesi. Nel ’74, apre il suo show room e disegna tailleur moderni, pratici e poco costosi che hanno subito successo, soprattutto nel periodo in cui le ragazze andavano al lavoro con vestiti stampati di poliestere. Disegna la sua prima giacca da donna che rimarrà un must per diversi anni. Riesce sempre ad anticipare le tendenze. Lo fa anche recentemente con l’introduzione della sua nuova linea Theory, basata interamente sullo stretch: gonne, pantaloni e camicie per le donne, ma, nel giro di un anno, lancia lo stretch anche per l’uomo. Con il progetto Theory, nel 2003 viene introdotta la produzione di borse e calzature, lanciate nel mercato statunitense nel 2006. Alcuni accordi con la Link International hanno assicurato al marchio il lancio in Asia, e soprattutto in Giappone, a partire dal 2000.